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Il caso
22 Febbraio 2026 - 12:31
A Torino l’“Autorecupero” passa dalle parole ai fatti. Sono già 46, sui 250 messi a bando, gli alloggi di edilizia popolare ristrutturati direttamente dalle famiglie assegnatarie o consegnati “chiavi in mano” per permettere l’avvio immediato dei lavori. Numeri che, secondo la Regione, confermano la validità di uno strumento pensato per rimettere in circolo case rimaste vuote troppo a lungo.
“L’Autorecupero restituisce una chance concreta a famiglie che attendono da anni in graduatoria e consente di recuperare alloggi sottraendoli al degrado e al rischio di occupazioni abusive. È buon senso unito a giustizia sociale”, commenta l’assessore regionale alla Casa Maurizio Marrone.
Il dato che colpisce riguarda le oltre 700 domande arrivate da cittadini che avevano partecipato al “Bando 7” del 2018 del Comune di Torino e che da allora erano rimasti in attesa. Un bacino di richieste che fotografa la difficoltà del sistema ordinario di assegnazione nel dare risposte rapide all’emergenza abitativa.
Il progetto, gestito da Atc Piemonte Centrale, prevede che gli assegnatari eseguano direttamente piccoli interventi di manutenzione negli appartamenti sfitti, con rimborso delle spese sostenute. Una formula che consente di accelerare le assegnazioni e di recuperare immobili altrimenti inutilizzati.
Nei giorni scorsi Marrone e il presidente di Atc, Maurizio Pedrini, hanno consegnato simbolicamente ai primi assegnatari uno zerbino con la scritta “Benvenuti a casa nostra”, gesto che vuole rappresentare l’inizio di un nuovo percorso abitativo per famiglie italiane e straniere integrate, anziani soli e nuclei con persone con disabilità.
A Torino gli alloggi non locati per necessità di manutenzione sono circa mille. Solo nel 2025 oltre 400 appartamenti sono stati ristrutturati e riconsegnati. Con i 250 alloggi del bando Autorecupero si registra, secondo i dati diffusi, un incremento dell’80% della percentuale di case assegnabili rispetto agli anni in cui era attivo soltanto il bando ordinario.
Dal 2022 a oggi, inoltre, l’azione congiunta di Regione, Atc e Prefettura avrebbe portato a una riduzione del 64% delle occupazioni abusive, con il recupero di 196 appartamenti.
Per la Regione, l’Autorecupero rappresenta dunque una risposta strutturale all’emergenza casa: recuperare patrimonio pubblico inutilizzato e accorciare i tempi per chi aspetta da anni un alloggio popolare. Per molte famiglie torinesi, dopo un’attesa lunga quasi un decennio, la porta di casa si è finalmente aperta.
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