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20 Marzo 2026 - 06:46
Villa Abegg (a destra) è chiusa, Villa Capriglio (a sinistra) è in vendita
Una è ben conservata ma chiusa e tale destinata a rimanere. L'altra cade a pezzi ed è stata messa in vendita. Sono tempi difficili per due dimore storiche della collina torinese, Villa Abegg e Villa Capriglio. Gioielli che in altre città sarebbero mete turistiche ma che a Torino evidentemente non si riesce a valorizzare e sfruttare.
Villa Abegg sorge in strada Revigliasco ed è conosciuta anche come la "Vigna di Madama Reale", in quanto edificata nella metà del Seicento da Cristina di Borbone, moglie di Vittorio Amedeo I e zia del Re Sole e perché qui si trovavano ampi vigneti ormai spariti da tempo. Deve il nome all'industriale svizzero Werner Abegg che nel 1983 donò il parco al Comune e il diritto di superficie della Villa a Intesa Sanpaolo. «Pertanto, l'1 marzo 2082, data della scadenza del diritto di superficie, la Città acquisirà la piena proprietà anche della villa storica e della relativa area pertinenziale» ha spiegato l'altro giorno in consiglio comunale la vicesindaca Michela Favaro, rispondendo a una interpellanza di Pierlucio Firrao (Torino Bellissima). Una "divisione" che probabilmente non ha aiutato nella gestione del patrimonio immobiliare, nonostante il ministero della Pubblica Istruzione lo abbia dichiarato di interesse storico-artistico già 80 anni fa. Di fatto, oggi il parco è chiuso e per la villa non ci sono progetti all'orizzonte. «La gestione di Villa Abegg rappresenta bene come la città a volte gestisce le proprie risorse - accusa Firrao -. Parliamo di un luogo straordinario che resta chiuso e non fruibile dai cittadini. È un errore. Il valore di quella donazione stava proprio nell’idea che questo spazio fosse vissuto e frequentato dai torinesi, non certo che rimanesse inutilizzato. Villa Abegg deve tornare a essere una risorsa aperta e valorizzata per la città».
Ancora più triste è il destino di Villa Capriglio edificata, in quella che oggi è strada Traforo del Pino, dalla famiglia Marchisio nei primi anni del 1700 e per questo nota anche come "Vigna Marchisio". «Nel 1746, la proprietà passò ai conti Melina di Capriglio, sotto la guida di Giovanni Paolo Melina, un uomo che seppe trasformare la villa in una residenza di prestigio. Si narra che la villa fosse frequentata da membri della famiglia reale sabauda, alimentando leggende su incontri segreti e storie affascinanti». Una descrizione che si legge su Internet, non in una guida turistica ma su un annuncio immobiliare pubblicato su Idealista. Villa Capriglio infatti è in cerca di acquirenti e il prezzo è da vera occasione: solo 900mila euro, pari a 391 euro al metro quadro. Il motivo è semplice e lo si capisce dando un'occhiata alle foto che mostrano in che stato versa la residenza collinare: parlare di semplice "degrado" è ottimistico ma le potenzialità sono notevoli. «Grazie alla sua posizione strategica - si legge nell'annuncio dell'agenzia Immobilis che gestisce la vendita - a pochi minuti dal centro città, e al suo ricco patrimonio architettonico e culturale, la villa offre innumerevoli possibilità. Residenza privata di prestigio: trasformare la villa in una dimora esclusiva, mantenendo intatto il suo fascino storico. Centro culturale o Spazio eventi: utilizzare gli spazi per mostre d'arte, eventi culturali o matrimoni, valorizzando il patrimonio artistico della villa». Anche Villa Capriglio è stata di proprietà della Città che, nel 2022, l'ha venduta a un gruppo immobiliare internazionale. Ora il ritorno sul mercato, nella speranza anche di sfruttare il fenomeno dell'Urbex, l'esplorazione di spazi urbani abbandonati, che negli ultimi anni ha reso la Villa celebre non solo in Italia, attirando molti appassionati che l'hanno ripresa in foto e video.
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