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30 Marzo 2026 - 17:51
Piazza Baldissera, lavori in ritardo di due mesi. E ora nel sottosuolo "spunta" l'antico Canale Lucento
Il cantiere è in ritardo. Le parole tanto temute dagli automobilisti che da un anno sono costretti a convivere con i lavori di piazza Baldissera e le conseguenti code a cavallo di quattro quartieri di Torino (Madonna di Campagna, Barriera di Milano, Aurora e San Donato) si sono materializzate ieri in consiglio comunale, con l’annuncio ufficiale che per vedere il termine dei cantieri con cui si sta sostituendo la rotonda con un incrocio semaforico, serviranno due mesi in più del previsto. E quindi niente 10 aprile come da programma, con il nuovo traguardo fissato per fine maggio. Sperando sempre che nel frattempo non insorgano altri intoppi.
A sollecitare un aggiornamento sullo stato dei lavori è stato il consigliere Pierlucio Firrao (Torino Bellissima). In consiglio comunale si è così scoperto che «nel corso dell’esecuzione dell’intervento sono intervenute alcune sospensioni parziali delle lavorazioni finalizzate alla risoluzione di interferenze non previste (presenza di cavi o reti non segnalate), con conseguenti proroghe regolarmente formalizzate. Alla luce di tali aggiornamenti, il termine contrattuale attualmente vigente risulta fissato alla fine del mese di maggio 2026». Attenzione però, perché pochi giorni fa, il 21 marzo, durante lo scavo all’incrocio tra via Stradella e via Chiesa della Salute (dove ci sarà il nuovo scambio tramviario) dal sottosuolo è “sbucato” l’antico Canale Lucento, un corso d’acqua tombato e integrato nella rete fognaria. La presenza del canale era nota ma non si sapeva di preciso dove passasse. La struttura di copertura in cemento armato potrebbe interferire con il nuovo scambio e per questo sono in corso valutazioni con Gtt per decidere come proseguire i lavori. Questo non dovrebbe comportare ulteriori ritardi in piazza Baldissera ma ha già fatto saltare il cronoprogramma della riapertura dell’incrocio tra via Stradella e via Chiesa della Salute.
Il cantiere tra via Stradella e via Chiesa da dove è "spuntato" il Canale Lucento
«Il cronoprogramma iniziale non è stato rispettato - sottolinea Firrao - e ci viene detto che in cantiere lavorano mediamente 17 maestranze, un numero considerato adeguato. Io continuo a pensare che, in altre realtà, interventi di questo tipo si sarebbero potuti realizzare in tempi più rapidi. Ora la cosa più importante è che, al termine dei lavori, la viabilità funzioni davvero. Mi auguro che questi mesi in più servano a migliorare il progetto e a evitare ulteriori problemi».
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