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Andrea Agnelli riparte dallo sport: 55 milioni per “Gamma Waves”. Ecco la mossa che fa sognare i tifosi della Juve

La nuova società con Rocco Benetton e Giorgio Chiellini e quei rumors per il ritorno in bianconero con Tether

Agnelli riparte dallo sport: 55 milioni per “Gamma Waves”, il fondo olandese che scommette su tecnologia e proprietà intellettuale

"Ho appena compiuto 50 anni e non devo dimostrare niente, ma scrivere un'altra pagina entusiasmante". Così Andrea Agnelli al Financial Times per presentare il suo ritorno nello sport, ma fa cambiando campo e linguaggio. Non più soltanto governance e risultati, bensì proprietà intellettuali, tecnologia e nuovi modi di vivere le emozioni sportive. E qualche rumors, anche grazie a questa iniziativa, fa sognare i tifosi della Juventus.

Il nuovo veicolo finanziario di Andrea Agnelli si chiama Gamma Waves Partners e ha sede in Olanda (Andrea Agnelli risiede da tempo in Olanda). La società nasce con un’impostazione chiara: intercettare il valore dove lo sport non è solo competizione, ma anche contenuto, piattaforma, relazione con i tifosi e — sempre più — prodotto tecnologico. A fondare Gamma Waves con Agnelli ci sono due nomi che, ciascuno a modo suo, raccontano un passaggio di fase: Rocco Benetton, figlio di Luciano, anche lui descritto come “fuoriuscito” dalla holding di famiglia; Giorgio Chiellini, ex capitano e attuale dirigente della Juventus, figura-ponte tra campo e scrivania, tra identità sportiva e gestione.

Agnelli mette subito al centro un concetto che suona familiare a chi ricorda le sue posizioni ai tempi del progetto Superlega: lo sport come uno degli ultimi luoghi collettivi dell’emozione autentica, ma con un pubblico che cambia abitudini e aspettative. "Lo sport è uno dei pochi elementi per i quali le persone provano davvero emozioni, ma il modo in cui lo vivono sta cambiando", ha detto Agnelli. E poi l’affondo programmatico: "Il gioco di domani è anticonvenzionale e ha bisogno di un approccio non convenzionale. la nostra ambizione è promuovere l'innovazione onorando al contempo l'eredità e il significato culturale dello sport". In filigrana c’è una domanda che vale più di molte analisi: se il tifo resta una lingua universale, chi sta riscrivendo la grammatica con cui lo sport viene consumato — e monetizzato?

La strategia di Gamma Waves viene descritta come ampia, ma rigorosamente dentro i confini dello sport. Sul sito della società si parla di due pilastri complementari: 1) asset sportivi e format emergenti: "competizioni, franchigie, club, squadre, atleti o format emergenti con una visione innovativa". 2) sport tech in crescita: aziende che vanno "dal coinvolgimento dei fan, ai dati, all’analisi delle prestazioni, ai contenuti basati sull'intelligenza artificiale e all'ecosistema degli atleti connessi". il punto di sintesi è quasi un manifesto industriale: "siamo convinti che il valore più significativo nello sport si crei laddove tecnologia e proprietà intellettuale si rafforzano a vicenda". Tradotto: non basta avere una squadra o un campione, serve anche saper trasformare quell’identità in esperienza, contenuto, dati, community. E viceversa: la tecnologia, senza un racconto e senza diritti, rischia di restare un motore senza carrozzeria.

Gamma Waves parte con una dotazione di 55 milioni di euro, "in parte consistente fornita dai soci fondatori". Ma l’asticella è già più alta: l’obiettivo dichiarato è arrivare a 100 milioni. Agnelli, in un’intervista al Financial Times, prova a disinnescare la lettura più ovvia — quella del “ritorno per rivincita” — con una frase che suona insieme personale e strategica: "Non sto cercando di dimostrare nulla".

Il progetto Gamma Waves Partners sembra muoversi su un crinale delicato: innovare senza rompere il legame culturale che rende lo sport qualcosa di più di un intrattenimento qualsiasi. È una promessa ambiziosa, perché la tecnologia può amplificare l’esperienza, ma può anche snaturarla se diventa fine a se stessa. Eppure, proprio qui sta la scommessa: se lo sport è ancora una delle poche “piazze” emotive rimaste, allora la vera partita non è soltanto chi vince domenica, ma chi saprà costruire il modo in cui quella vittoria verrà vissuta, raccontata, condivisa e ricordata.

Una visione tecnologica che sembra avvicinare l'ex presidente Juve al nuovo socio bianconero, la società crypto Tether, dei miliardari Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, già oltre l'11% delle quote della società e che ha visto respinta da John Elkann una proposta di acquisto per oltre 1 miliardo di euro.

Ma quel rumor che vede Agnelli e Tether alleati resta prepotente - e neppure tanto di sfondo - a Torino. Come riporta anche MilanoFinanza, "Juan Sartori, imprenditore e politico uruguaiano nonché responsabile dei Progetti Speciali di Tether Holdings possa fungere da ponte per un futuro ritorno di Andrea Agnelli nella Juventus". Sartori è da tempo attivo nel mondo del calcio: 44 anni, dal 2018 è co-proprietario della squadra di calcio inglese del Sunderland, che milita nella seconda divisione inglese ed è vice presidente del Monaco, la squadra del Principato, di proprietà dell’oligarca russo Dmitri Rybolovlev. E Sartori è marito di Yekaterina, provetta cavallerizza e figlia di Rybolovlev. I Rybolovlev sono proprietari, tra l’altro, dell’isola di Skorpios, appartenuta al mitico magnate greco Aristotele Onassis

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