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Lo scandalo dell'Asl TO4

Spy Story all'Asl TO4 (fra gelosia e primari a giocare a golf): il giudice dice no alle intercettazioni

Imputati Carla Fasson e Giulio Meinardi: contestato l’accesso abusivo ai dati sulle timbrature del primario Libero Tubino

Processo Fasson a Ivrea, intercettazioni inutilizzabili: l’accusa perde un pilastro

La Spy Story dell'Asl TO4 si blocca davanti al giudice. In Tribunale, infatti, sono state dichairate inutilizzabili le intercettazioni telefoniche. Un’esclusione che pesa, perché quelle conversazioni rappresentavano una parte significativa del materiale su cui poggiava l’impianto accusatorio. Il risultato è immediato e concreto: la ricostruzione della procura viene "azzoppata", privata di uno degli elementi che spesso, nei reati informatici e nei casi legati a dinamiche interne agli enti, serve a dare contesto, intenzionalità e collegamenti.



Gli imputati sono: Carla Fasson, 56 anni, ex manager della Asl, e Giulio Meinardi, 41 anni, medico otorino. L’accusa contestata a entrambi è accesso abusivo a sistema informatico. Secondo quanto riportato, avrebbero controllato le timbrature in entrata e uscita del dottor Libero Tubino, primario del reparto di Otorinolaringoiatria, dell'Ospedale di Chivasso. 

Il giudice ha inoltre dato il via libera alla costituzione di parte civile dell'Asl TO4. Ma senza intercettazioni, il processo entra in una fase diversa. Non necessariamente più semplice, ma certamente più “nuda”: restano gli atti, le procedure, i log, le autorizzazioni, le eventuali testimonianze. Resta soprattutto la necessità di dimostrare, con elementi alternativi, se l'accesso ai dati fosse legittimo o meno. E qui sta il punto: quando viene meno una prova considerata centrale, il dibattimento non finisce, ma cambia ritmo. Come una partita in cui improvvisamente manca il regista: si può ancora giocare, ma bisogna trovare un altro modo per costruire l’azione. Di certo, un assist per la difesa, con l'avvocato Beatrice Rinaudo.

Perché questa spy story si inserisce nella complessa indagine sull'Asl TO4 che riguarda principalmente l'ospedale civico di Settimo. Il fascicolo sugli accessi informatici è stato stralciato dall’inchiesta madre di Ivrea, coordinata dai pm Valentina Bossi e Alessandro Gallo. In quel troncone, Fasson e Tubino risultano indagati per truffa aggravata ai danni dell’Asl: lei avrebbe timbrato anche per conto del primario, facendolo risultare in servizio mentre, secondo gli inquirenti, era impegnato a giocare a golf. E lei stessa, stando alle contestazioni, sarebbe risultata al lavoro mentre si trovava dall’estetista, dalla parrucchiera, finanche a casa di un amico a Pianezza. Su tutto, poi, l'ombra di una relazione fra Fasson - che è stata licenziata dall'Asl - e Tubino stesso.

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