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Gli scontri di Aska

Accerchiato e preso a martellate: in 6 contro un agente senza casco - IL VIDEO SHOCK

Il poliziotto dall'ospedale: "Ho solo fatto il mio dovere". I colleghi: "Oggi abbiamo temuto di morire"

In 11 o anche di più. Lo prendono a calci e pugni in testa. Sulla schiena. Gli urlano "vai", "figlio della m***a". Lui, un agente della polizia di Stato, a volto scoperto e senza casco, prova a divincolarsi come può, per allontanarsi, mentre si protegge il capo con una mano. Lo colpiscono a martellate.

E poi grazie ai colleghi, riesce a liberarsi dalla morsa dei manifestanti in tenuta da guerra, che continuano a minacciarlo ed inveirgli contro. Sono le 19.30 circa, dopo due ore filate di scontri, la guerriglia comincia a placarsi, ma di strascichi violenti ce ne sono ancora. Il video shock - realizzato da un cronista di TorinoOggi - è stato condiviso sui social dal segretario provinciale Fsp Luca Pantanella e l'ex deputato Pd Stefano Esposito e in serata dalla premier Giorgia Meloni

L'agente, Alessandro Calista, 29enne originario di Pescara, sposato e padre di un figlio, è stato soccorso dai colleghi e portato in ospedale. Da quanto si apprende ha diverse fratture, di cui una al bacino. Ha una lacerazione al polpaccio.

"Ho solo fatto il mio dovere" ha detto, prima di telefonare alla moglie, alla famiglia, per rassicurarli. "Sto bene". Con lui, alle Molinette, altri cinque agenti. A raccontare i momenti dell'attacco: "Erano tanti, molti stranieri - raccontano -. Cattivissimi come non mai. Venivano avanti e non si fermavano. Abbiamo creduto davvero di morire, oggi".

Il bollettino, finora, è di circa 30 feriti portati al Cto, al Gradenigo e al San Giovanni Bosco. Ma i danni a cose e persone sono ancora difficili da quantificare. Su corso Regina Margherita è stato lanciato qualunque oggetto: anche sedie, estintori, segnali stradali. Una camionetta delle forze dell'ordine è stata incendiata. E c'è ancora chi non demorde e continua a lanciare molotov e fumogeni.

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