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Svizzera
01 Gennaio 2026 - 18:00
Le ragazze hanno riferito che una candela sarebbe stata avvicinata troppo al soffitto in legno, che avrebbe preso fuoco immediatamente
Secondo la testimonianza di due giovani francesi raccolta dall’emittente Bfm TV, l’incendio che ha devastato il bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, nella notte di Capodanno, sarebbe iniziato da candeline accese su bottiglie di champagne. Le ragazze hanno riferito che una candela sarebbe stata avvicinata troppo al soffitto in legno, che avrebbe preso fuoco quasi immediatamente. Nel giro di pochi secondi, sempre secondo il loro racconto, le fiamme avrebbero coinvolto l’intera copertura del locale, favorendo una propagazione rapidissima dell’incendio.
Le cause dell’incendio e della successiva esplosione restano comunque oggetto di accertamenti. L’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha indicato tra le ipotesi anche quella di un petardo o fuoco d’artificio esploso all’interno del bar, capace di innescare le fiamme sul soffitto e di estendere l’incendio in tempi brevi. Altre testimonianze, invece, convergono sulla dinamica legata alle candeline utilizzate durante i festeggiamenti.
La procuratrice generale Beatrice Pilloud ha annunciato l’apertura di un’indagine e ha escluso fin dalle prime ore l’ipotesi di un attentato. Anche la polizia cantonale ha confermato che la pista terroristica non è considerata.
Sulla sequenza degli eventi, il consigliere di Stato Stéphane Ganzer, responsabile del Dipartimento delle Istituzioni, ha dichiarato alla Radiotelevisione svizzera che la deflagrazione sarebbe stata una conseguenza dell’incendio e del braciere sviluppatosi all’interno del locale. Tra le ricostruzioni circolate, non ancora confermate ufficialmente, c’è anche l’ipotesi che nel bar fossero stati accesi fuochi d’artificio o elementi pirotecnici che avrebbero contribuito al propagarsi delle fiamme e alla successiva esplosione.
Alcuni testimoni hanno riferito che, quando l’incendio è divampato, la festa si stava svolgendo nel seminterrato e che l’uscita disponibile sarebbe stata insufficiente rispetto al numero di persone presenti. Una delle due giovani francesi ha dichiarato che sarebbe stata rotta una finestra per facilitare la fuga.
Un lavoratore stagionale, Battista Medde, ha raccontato di aver sentito un boato e di aver trovato il locale in fiamme, sottolineando che l’ambiente sotterraneo avrebbe avuto poche possibilità di evacuazione e che l’unica via di uscita sarebbe stata una scala.
Le autorità cantonali, secondo quanto riportato dai media svizzeri, valutano anche l’ipotesi di un possibile flashover, un fenomeno che in ambienti chiusi può portare al passaggio improvviso da un incendio localizzato a un incendio generalizzato, con temperature elevate e rapida accensione dei materiali combustibili.
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