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La strage di Capodanno
02 Gennaio 2026 - 10:10
Il loro bar si chiama Le Constellation, punto di ritrovo a Crans-Montana. e teatro della strage di giovanissimi. Jacques e Jessica Moretti, proprietari dal 2015, sono scampati al rogo che ha sconvolto la località svizzera nella notte di Capodanno. A riferirlo sono loro stessi, contattati da conoscenti: secondo quanto riportato da una testata corsa, alcuni dipendenti non ce l’avrebbero fatta. La coppia, dicono i familiari, è “molto scossa” e ora irrintracciabile.
I messaggi nella notte
Un amico, Jean-Thomas Filippini, racconta all’Afp di aver ricevuto un video dal locale nella notte del 31 dicembre. “Ho cercato di contattarli per tutta la notte”, spiega. La risposta è arrivata verso le cinque del mattino: la moglie gli ha scritto che erano vivi, “era una catastrofe”. Stando alle ricostruzioni, Jacques non era nel bar al momento dell’incendio: si trovava in uno degli altri due locali della coppia nella stessa zona.
Si era diffusa anche la voce che i due fossero in stato di fermo, ma la Procuratrice Generale Beatrice Pilloud ha escluso ieri che ci siano persone in stato di fermo o di arresto. Bisogna ancora valutare le responsabilità connesse alle cause del rogo. E soprattutto le misure di sicurezza all'interno del locale.
A cominciare dalla mancanza di uscite di sicurezza nel seminterrato adibito a discoteca, con una unica scala "molto stretta" come via di fuga; la presenza di materiali infiammabili, in particolare sul soffitto come dimostrano le immagini; l'abitudine del personale e degli ospiti di usare candelette pirotecniche attaccate a bottiglie di champagne; l'afflusso superiore alla capienza del locale.
In Svizzera la pena massima per l'omicidio colposo (articolo 125 del codice penale) è di tre anni, ma in questo caso si configurerebbe l'omicidio colposo plurimo, cui si aggiungerebbero le accuse di incendio e lesioni. Possibili aggravanti per l'eventuale negligenza.
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