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Il fatto
11 Aprile 2026 - 05:00
E’ entrato in carcere ieri mattina per andare a colloquio dal suo assistito, come sempre. Arrivato nella sala dedicata, lo ha incontrato, gli ha stretto la mano e ha cominciato a parlare con il detenuto. Al termine, il ristretto si alza. Pochi secondi, qualcosa che non torna al poliziotto penitenziario: e ci vede lungo, perchè addosso gli trovano un involucro. Cento grammi di hashish. L’avvocato interrompe subito la perquisizione. E tira fuori altri tre “panetti”, sempre hashish, sempre un etto l’uno. Fumo che forse avrebbe consegnato ad un altro detenuto: lui, nel penitenziario torinese, ne assiste 2. Il legale viene arrestato, seduta stante. Nel pomeriggio le forze dell’ordine perquisiscono il suo studio e la casa dove vive. L’avvocato, F.C., 56 anni, nel pomeriggio di ieri è stato portato in cella. Ci resterà sino all’udienza di convalida. Poi, deciderà il Gip.
E sull’emergenza droga nei penitenziari, questo giornale scrive dal 2024. F.C., avvocato civilista che si occupa anche di diritto penale, in particolare riguardo a materie sanitarie e professionali, ha cercato di introdurre fumo, Ma da tempo la situazione degli stupefacenti dentro si è adeguata a quella del mondo “libero”. Gira fentanyl, oppiacei, crack. Cocaina poca, mentre l’eroina sta facendo il suo ritorno, complice un prezzo più popolare. E pensare che a pochi metri di distanza c’erano i giornalisti. Al padiglione E, quello dedicato proprio a chi ha scelto di combatterle, quelle dipendenze. Un luogo che chiamano “arcobaleno”, data l’atmosfera opposta a quella che si respira «nei blocchi», come li chiamano i detenuti stessi «perchè non sono padiglioni, sono blocchi. In 12 mq vivono in 3, condizioni da denuncia, non è legale» sbotta uno. Altro dato, significativo, la noia.

Esattamente come gli orologi e i calendari, fermi alle 3:14 del 15 ottobre, raccontano, dentro «il tempo non ti passa se non studi e non lavori». Ma gli ultimi dati delle Vallette parlano di un 30% di ristretti impiegati a lavorare. Un altro 30% studia. Matematica semplice, 4 su 10 non trovano il loro posto all’interno dell’istituto.
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