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Il fatto

In carcere l'avvocato che portava il fumo ai detenuti: ieri la perquisizione a casa

Da due anni questo giornale parla di "emergenza droga" alle Vallette. E anche le sostanze, come i tempi, sono cambiate...

In carcere l'avvocato che portava il fumo ai detenuti: ieri la perquisizione a casa

E’ entrato in carcere ieri mattina per andare a colloquio dal suo assistito, come sempre. Arrivato nella sala dedicata, lo ha incontrato, gli ha stretto la mano e ha cominciato a parlare con il detenuto. Al termine, il ristretto si alza. Pochi secondi, qualcosa che non torna al poliziotto penitenziario: e ci vede lungo, perchè addosso gli trovano un involucro. Cento grammi di hashish. L’avvocato interrompe subito la perquisizione. E tira fuori altri tre “panetti”, sempre hashish, sempre un etto l’uno. Fumo che forse avrebbe consegnato ad un altro detenuto: lui, nel penitenziario torinese, ne assiste 2. Il legale viene arrestato, seduta stante. Nel pomeriggio le forze dell’ordine perquisiscono il suo studio e la casa dove vive. L’avvocato, F.C., 56 anni, nel pomeriggio di ieri è stato portato in cella. Ci resterà sino all’udienza di convalida. Poi, deciderà il Gip.

Lo rappresenta un collega, Antonio Gilestro. Da cosa trapela, sembra che F.C. in passato non abbia mai «combinato nulla di simile».


E pensare che solo poche ore prima il sindacato Osapp mandava una nota stampa, un comunicato simile a quelli dei giorni antecedenti. «Nel carcere di Torino gira troppa droga». La nota spiega che ai detenuti viene lanciata, da fuori, che addirittura ci sia qualcuno che si arrampica su quei muri, nei lati scoperti dalle vedette (al Lorusso e Cotugno mancano 225 agenti all’organico, con 1500 detenuti presenti... millecinquecento). Il sindacato ha chiesto «controlli perimetrici, anche con l’aiuto dell’esercito, oltre a - almeno - 50 risorse: gli agenti che lavorano ora sono pochi, boccheggiano, sono stremati.

E sull’emergenza droga nei penitenziari, questo giornale scrive dal 2024. F.C., avvocato civilista che si occupa anche di diritto penale, in particolare riguardo a materie sanitarie e professionali, ha cercato di introdurre fumo, Ma da tempo la situazione degli stupefacenti dentro si è adeguata a quella del mondo “libero”. Gira fentanyl, oppiacei, crack. Cocaina poca, mentre l’eroina sta facendo il suo ritorno, complice un prezzo più popolare. E pensare che a pochi metri di distanza c’erano i giornalisti. Al padiglione E, quello dedicato proprio a chi ha scelto di combatterle, quelle dipendenze. Un luogo che chiamano “arcobaleno”, data l’atmosfera opposta a quella che si respira «nei blocchi», come li chiamano i detenuti stessi «perchè non sono padiglioni, sono blocchi. In 12 mq vivono in 3, condizioni da denuncia, non è legale» sbotta uno. Altro dato, significativo, la noia.

Esattamente come gli orologi e i calendari, fermi alle 3:14 del 15 ottobre, raccontano, dentro «il tempo non ti passa se non studi e non lavori». Ma gli ultimi dati delle Vallette parlano di un 30% di ristretti impiegati a lavorare. Un altro 30% studia. Matematica semplice, 4 su 10 non trovano il loro posto all’interno dell’istituto.

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