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Scontro durante campagna referendaria

Chieri, insulti al gazebo di Fratelli d'Italia: Nicco invita ad abbassare i toni

Alcuni ragazzi a cui il Comune aveva concesso uno spazio per la vendita di libri avrebbero esposto cartelli con scritte offensive

Chieri, insulti al gazebo di Fratelli d'Italia

A Chieri si è verificato un episodio di tensione nelle vicinanze di un gazebo divulgativo di Fratelli d’Italia

A Chieri si è verificato un episodio di tensione nelle vicinanze di un gazebo divulgativo di Fratelli d’Italia. Secondo quanto riferito, alcuni ragazzi a cui il Comune aveva concesso uno spazio per la vendita di libri avrebbero esposto cartelli con scritte offensive, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per la gestione della situazione.

Sull’accaduto è intervenuto Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, che in una nota ha definito l’episodio un segnale di degenerazione del confronto politico. Nicco ha collegato quanto avvenuto al contesto del referendum, sostenendo che, se un appuntamento di partecipazione democratica porta a “insulti organizzati” e a un intervento delle forze pubbliche, si entra in una dinamica che ritiene problematica per il dibattito pubblico.

Nel suo intervento, Nicco ha ribadito che il referendum è uno strumento di partecipazione e che il dissenso è legittimo, ma ha distinto la critica politica da forme di intimidazione e offesa personale. In particolare, ha affermato che “l’insulto non è mai militanza” e lo ha descritto come un elemento che impoverisce la discussione, spostandola dal merito delle posizioni allo scontro verbale.

Il presidente del Consiglio regionale ha inoltre sottolineato che, a suo giudizio, non dovrebbe essere necessario l’intervento della forza pubblica per garantire lo svolgimento di attività politiche e la libertà di espressione negli spazi pubblici. Ha quindi invitato a mantenere un clima di confronto basato sul rispetto, ribadendo la propria contrarietà a comportamenti che, nelle sue parole, puntano alla delegittimazione dell’avversario attraverso attacchi verbali.

L’episodio resta legato a una ricostruzione che fa riferimento alle segnalazioni sul posto e alla necessità di un intervento delle forze dell’ordine. Al momento non sono stati indicati ulteriori provvedimenti o sviluppi ufficiali.

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