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Salute e benessere
26 Gennaio 2026 - 15:30
Non è solo una concessione alla pigrizia post-pranzo. Il pisolino pomeridiano sta vivendo una seconda giovinezza e oggi viene considerato una vera strategia di recupero mentale. Lo praticano lavoratori sottoposti a ritmi intensi, piloti, studenti sotto esame e anche molti atleti di alto livello. Tra questi c’è Jannik Sinner, che ricorre spesso al cosiddetto power nap poco prima di scendere in campo.
Il termine power nap indica un sonnellino breve e mirato, pensato per restituire energia e lucidità senza compromettere il sonno notturno. Secondo Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro, la regola d’oro è una sola: la durata. Il riposo deve essere contenuto entro i 20-30 minuti. Superare questa soglia aumenta il rischio di entrare nel sonno profondo (fase non REM), con l’effetto opposto a quello desiderato: risveglio difficile, senso di stordimento e calo dell’umore.
Anche il momento della giornata è fondamentale. Il primo pomeriggio rappresenta una finestra fisiologica naturale in cui l’organismo è più predisposto al sonno, indipendentemente da quanto o cosa si sia mangiato. Tuttavia, il power nap va programmato con attenzione: deve concludersi almeno otto ore prima dell’orario abituale in cui si va a dormire. Per la maggior parte delle persone questo significa non oltre le 15. Un pisolino più tardivo rischia, infatti, di disturbare il riposo notturno.
Per evitare di sforare i tempi consigliati, meglio affidarsi a una sveglia. E una volta aperti gli occhi, niente indugi: luce intensa, aria fresca, magari una rapida sciacquata al viso aiutano a riattivare rapidamente l’organismo.
Esiste poi una variante curiosa, sempre più studiata: il coffee nap. Bere un caffè subito prima di addormentarsi può sembrare controintuitivo, ma ha una spiegazione scientifica. La caffeina impiega circa mezz’ora per entrare in circolo, quindi i suoi effetti coincidono con il momento del risveglio, potenziando la sensazione di prontezza mentale.
I benefici del power nap non riguardano tanto la forza fisica quanto le funzioni cognitive: attenzione, vigilanza, capacità decisionale. Un aspetto cruciale nello sport, dove la differenza la fa spesso la testa più che i muscoli.
Non tutti, però, riescono a trarne vantaggio. Alcune persone faticano ad addormentarsi di giorno, soprattutto chi soffre di insonnia o presenta un livello di attivazione mentale molto elevato. In questi casi, forzare il pisolino è inutile e controproducente.
Il power nap, quindi, non è una soluzione universale, ma uno strumento efficace se usato nel modo giusto. Breve, ben collocato nella giornata e adattato alle caratteristiche individuali: quando funziona, può trasformare una pausa di pochi minuti in un vero boost per il cervello.
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