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Carnevale

Borgosesia e il suo Carnevale controcorrente

Il Mercu Scûrot, tra rito funebre, tradizione ottocentesca e identità popolare

Borgosesia e il suo Carnevale controcorrente

A Borgosesia, nel cuore della Valsesia e in provincia di Vercelli, il calendario delle tradizioni segue un ritmo tutto suo. Quando altrove il Carnevale è ormai un ricordo e la Quaresima è appena iniziata, qui va in scena una delle celebrazioni più singolari e identitarie del Piemonte: il Mercu Scûrot, una festa che affonda le radici nella storia popolare dell’Ottocento.

La ricorrenza cade ogni Mercoledì delle Ceneri, giorno che tradizionalmente segna la fine degli eccessi carnevaleschi. A Borgosesia, però, quel confine viene attraversato con ironia, teatralità e un pizzico di irriverenza. Per comprenderne il senso bisogna tornare alla metà del XIX secolo, quando lo sviluppo industriale cambiò il volto del borgo.

Intorno al 1850, i fratelli Carlo e Alessandro Antongini, imprenditori milanesi, decisero di avviare una filatura sul territorio. Con loro arrivarono anche maestranze straniere, tra cui tintori provenienti dalla Germania. A guidarli c’era un alsaziano dal carattere deciso e fuori dagli schemi: Err Bomen, soprannominato il Meneghin, nominato capotintore.

Fu proprio lui, poco incline ai festeggiamenti carnevaleschi, a dare vita (quasi per scherzo) a quella che sarebbe diventata una tradizione secolare. Nel 1854, infastidito da un Carnevale che gli appariva cupo e malinconico, organizzò insieme ad alcuni amici un finto funerale. Il “defunto” era il Peru, maschera ancora priva dell’aspetto attuale, ma già simbolo del Carnevale stesso.

La parodia colpì l’immaginazione dei cittadini: il corteo funebre, volutamente grottesco, attirò curiosi e risate, trasformandosi in un evento partecipato e travolgente. Da quell’anno, il Mercu Scûrot è diventato un appuntamento fisso, riproposto con fedeltà allo spirito originario.

Ancora oggi la giornata si sviluppa tra riti simbolici e momenti di spettacolo. Il momento più atteso arriva in serata, con la lettura del testamento del Peru, seguita da giochi pirotecnici e dal suggestivo rogo della maschera, gesto che sancisce ufficialmente la chiusura del Carnevale e l’ingresso nel tempo quaresimale.

Il Mercu Scûrot non è solo una festa: è memoria collettiva, satira popolare e identità. Un rito che, anno dopo anno, continua a raccontare Borgosesia attraverso il linguaggio universale del teatro e della tradizione.

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