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11 Febbraio 2026 - 19:30
Modello 730
La dichiarazione dei redditi 2026 entra nel vivo e porta con sé un equilibrio delicato tra conferme e novità. Il nuovo Modello 730/2026, relativo ai redditi percepiti nel 2025, consolida la riforma fiscale: da una parte alleggerisce il carico per il ceto medio, dall’altra riduce progressivamente i benefici per i redditi più alti. E sul fronte bonus e detrazioni, qualcosa resta, ma non per tutti.
Il calendario è già fissato: il 30 aprile 2026 sarà disponibile online il 730 precompilato, mentre il 30 settembre 2026 sarà l’ultimo giorno utile per l’invio, anche tramite Caf o professionista. Come sempre, per lavoratori dipendenti e pensionati il vantaggio è concreto: eventuali rimborsi arrivano direttamente in busta paga o nella pensione.
Il cambiamento più evidente riguarda l’Irpef. Restano i tre scaglioni, ma con un ritocco significativo nella fascia centrale. L’imposta è fissata al 23% fino a 28mila euro, al 33% tra 28.001 e 50mila euro e al 43% oltre i 50mila euro. La riduzione di due punti nella fascia intermedia significa meno tasse per chi guadagna tra 28mila e 50mila euro: un risparmio che può tradursi in qualche centinaio di euro l’anno.
Se il ceto medio respira, per i redditi più elevati la musica cambia. Oltre i 75mila euro scatta una riduzione progressiva delle detrazioni al 19%, mentre superata la soglia dei 100mila euro queste agevolazioni vengono azzerate. Non tutto però viene tagliato: spese sanitarie e interessi sul mutuo prima casa restano integralmente detraibili, anche per chi ha redditi più alti.
Capitolo figli e familiari a carico. Con l’introduzione dell’Assegno unico, per i figli sotto i 21 anni non si applica più la classica detrazione fiscale, ma è comunque necessario indicarli nel 730 per poter recuperare le spese sostenute per loro. Per i figli sopra i 21 anni la detrazione resta, purché rispettino i limiti di reddito previsti: fino a 4mila euro annui per gli under 24, fino a 2.840,51 euro per gli altri casi.
E i bonus? Anche nel 2026 molte spese restano recuperabili al 19%. Tra queste figurano spese scolastiche e universitarie, attività sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni, spese mediche e farmaceutiche, abbonamenti ai mezzi pubblici. Non sono nuovi incentivi, ma restano strumenti concreti per alleggerire il peso delle spese familiari.
Previsti benefici anche per il coniuge non legalmente separato e per altri familiari conviventi, così come per determinati assegni di mantenimento, ma anche in questi casi il vantaggio fiscale si riduce con l’aumentare del reddito e scompare oltre gli 80mila euro.
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