Il 12 febbraio si celebra in tutto il mondo il Darwin Day, una ricorrenza dedicata a Charles Darwin, nato nel 1809, lo scienziato che ha trasformato radicalmente il nostro modo di comprendere la natura e l’origine delle specie, inclusa quella umana.
La giornata, promossa ufficialmente negli anni Novanta da associazioni scientifiche e umaniste come la International Darwin Day Foundation, vuole rendere omaggio non solo al suo lavoro, ma anche ai valori che lo hanno guidato: curiosità, spirito critico, coraggio intellettuale e fiducia nel metodo scientifico.
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Quando nel 1859 pubblicò “L’origine delle specie”, Darwin propose una spiegazione destinata a cambiare la biologia: le specie non sono fisse e immutabili, ma si trasformano nel tempo attraverso la selezione naturale.
All’interno di una popolazione esistono piccole variazioni individuali. Se alcune di queste offrono un vantaggio nell’ambiente in cui si vive, chi le possiede avrà maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi, trasmettendole ai discendenti. In tempi lunghissimi, questo processo può portare alla nascita di nuove specie.
Oggi l’evoluzione è supportata da solide evidenze: fossili, genetica, biologia molecolare e osservazioni dirette. I suoi principi aiutano a comprendere fenomeni attuali come l’antibiotico-resistenza o l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Le idee di Darwin provocarono un acceso dibattito nell’Ottocento, soprattutto in ambito religioso. Ancora oggi, in alcuni contesti, il creazionismo viene proposto come alternativa all’evoluzionismo.
Tra i malintesi più diffusi c’è l’idea che Darwin sostenesse che l’uomo “discenda dalle scimmie”. In realtà parlò di un antenato comune tra esseri umani e altri primati. Altro equivoco è pensare che l’evoluzione abbia uno scopo o punti alla “perfezione”: si tratta invece di un processo privo di finalità, guidato dall’adattamento all’ambiente.
Le intuizioni decisive maturarono durante il viaggio del Beagle (1831-1836). Nelle isole Galápagos, Darwin osservò specie differenti da un’isola all’altra, come le celebri tartarughe giganti, con gusci di forma variabile in base all’habitat.
Quanto ai famosi fringuelli, spesso citati come prova immediata delle sue intuizioni, la ricostruzione è più complessa: Darwin raccolse gli esemplari, ma fu l’ornitologo John Gould, analizzandoli in seguito, a riconoscere che si trattava di specie diverse adattate a nicchie ecologiche differenti.
Il Darwin Day non è soltanto un anniversario storico. È un richiamo alla centralità della scienza nel dibattito pubblico e alla libertà di mettere in discussione le idee consolidate alla luce delle prove.
A più di un secolo e mezzo dalla pubblicazione dell’“Origine delle specie”, il contributo di Darwin continua a essere fondamentale per comprendere la biodiversità e il posto dell’umanità nel mondo naturale.