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Lo studio
12 Febbraio 2026 - 22:15
La pirateria dei libri non è mai stata così diffusa. Oggi non si tratta solo di copie cartacee o file digitali condivisi illegalmente: a complicare il quadro ci si mette anche l’Intelligenza Artificiale (IA), che crea riassunti e compendi dei libri, spesso usati al posto della lettura vera e propria.
Secondo una ricerca di Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE), in Italia un terzo della popolazione sopra i 15 anni ha piratato almeno un libro o un contenuto digitale. Tra gli studenti universitari, la percentuale schizza al 76%, mentre tra i liberi professionisti arriva al 48%.
Il danno economico è enorme: la pirateria editoriale sottrae agli editori circa 722 milioni di euro, in crescita rispetto a due anni fa. A questo vanno aggiunti i numeri invisibili dei riassunti generati dall’IA, ormai molto diffusi, che minano il mercato e rischiano di abbassare la qualità dello studio nelle università.
Questi riassunti digitali vengono conservati da molti utenti e spesso condivisi con amici o colleghi, aumentando la diffusione dei contenuti senza autorizzazione. Nonostante ciò, solo il 34% degli italiani sa che usare materiale coperto da diritto d’autore su sistemi di IA è illegale.
Secondo Innocenzo Cipolletta, presidente AIE, è arrivato il momento di affrontare l’“elefante nella stanza”: l’impatto dell’IA sulla lettura e sul settore editoriale. L’uso non regolamentato dei riassunti digitali rischia di danneggiare sia la filiera editoriale sia il percorso formativo degli studenti. Serve più trasparenza da parte delle piattaforme digitali e campagne di informazione per aumentare la consapevolezza degli utenti.
Anche Andrea Riffeser Monti, presidente FIEG, sottolinea che la pirateria non è solo un problema economico: è un danno alla democrazia. Contenuti piratati o non verificati riducono la qualità dell’informazione e indeboliscono la fiducia nelle istituzioni. La protezione dei contenuti editoriali è quindi fondamentale anche per uno sviluppo responsabile dell’Intelligenza Artificiale.
La ricerca Ipsos Doxa, condotta nell’ottobre 2025 su 3.800 intervistati, mostra un fenomeno in crescita, che riguarda adulti, studenti universitari e liberi professionisti. La pirateria non è più solo un problema “da adulti”: è un fenomeno digitale che coinvolge giovani, tecnologia e il modo stesso in cui leggiamo oggi.
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