Cerca

Il caso

Uomo Vitruviano senza genitali nella sigla olimpica: scoppia la polemica

La celebre opera di Leonardo da Vinci è stata modificata dalla Olympic Broadcasting Services per rispettare le regole del CIO

Uomo Vitruviano senza genitali nella sigla olimpica: scoppia la polemica

La sigla di apertura dei Giochi Olimpici ha attirato subito l’attenzione per una scelta particolare: il celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci compare senza la rappresentazione dei genitali maschili, provocando una controvérsia tra gli appassionati d’arte e i telespettatori. Questa volta, però, la responsabilità non è della Rai.

La censura nella sigla olimpica

Come ogni evento televisivo, anche le Olimpiadi iniziano con una breve sigla, ma in questo caso il dettaglio del corpo di Leonardo è stato modificato. La versione trasmessa ha eliminato i genitali maschili, pur lasciando intatto il resto del disegno. La decisione ha subito generato discussioni, tanto da far intervenire il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, città natale del genio rinascimentale.

Chi ha deciso di modificare l’opera e perché

A censurare il disegno non è stata la Rai, bensì la Olympic Broadcasting Services, società responsabile della produzione della clip, poi distribuita alle emittenti internazionali. La motivazione principale sembra legata al rispetto del regolamento del Comitato Internazionale Olimpico (CIO), che vieta i contenuti sessuali espliciti.

La scelta appare quindi come una forma di adeguamento globale, pensata per garantire che il materiale sia compatibile con le diverse sensibilità culturali dei paesi partecipanti. In pratica, un intervento preventivo per evitare possibili controversie internazionali, anche su un simbolo universale di proporzione e armonia.

Il commento del sindaco di Vinci

Il primo cittadino Daniele Vanni ha espresso la sua opinione in merito, sottolineando che l’arte va contestualizzata e valorizzata nella sua verità storica, senza essere reinterpretata per adeguarsi a criteri moderni. Modificare l’opera, secondo Vanni, rischia di diluirne il valore autentico e di ridurre la sua forza simbolica e universale.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.