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Sanità
07 Agosto 2025 - 19:41
Sanità
Quattro esperti in materia di prevenzione e contrasto all’illegalità nella gestione degli appalti e dei servizi sanitari, per scongiurare il rischio di corruzione all’interno del piano di edilizia sanitaria piemontese, da quasi 5 miliardi di euro. Per ciascuna opera ci sarà anche un protocollo di legalità, tavoli di monitoraggio semestrali con le prefetture e una banca dati per raccogliere le informazioni di chiunque intervenga a qualunque titolo nella progettazione o nella realizzazione delle opere.
Si tratterà di Filippo Dispenza, Franco Frasca, Giovanni Mainolfi e Antonio Rinaudo, incaricati dalla Giunta di mettere a punto l’accordo da sottoscrivere con le prefetture piemontesi interessate dai lavori del Piano di edilizia sanitaria (Torino, Novara, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Biella e Verbano Cusio Ossola). Un accordo che ha l’obiettivo di «assicurare il conseguimento del preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza, anche ai fini della prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità dei cantieri di lavoro», dichiara l’assessore Riboldi.
Anche perché il piatto è ghiotto: il grande piano regionale oggi prevede ben 11 ospedali, 91 case di comunità, 30 ospedali di comunità. Un quadro impegnativo, che è costato un bilancio gravoso alla Sanità piemontese (10,59 miliardi e mezzo nel 2024), ma più volte difeso sia da Riboldi che dal presidente della Regione Alberto Cirio, e alla sua «sanità come una fabbrica», che mira a produrre di più (vedi le visite serali e nei week-end previste dalle Asl per abbattere i tempi delle liste di attesa).
Ciascuna delle opere del piano, così, avrà un proprio protocollo di legalità che dovrà prevedere, fra l’altro, la costituzione di una cabina di regia e di un tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera, con la partecipazione, oltre che dei soggetti menzionati nel modello del Comitato Interministeriale per la Programmazione e lo Sviluppo Sostenibile (Cipe), anche del personale del comando carabinieri per la tutela del lavoro.
Dal lato della Regione, invece, uno degli impegni sarà la costituzione della banca-dati informatica unica, oltre alla trasmissione alla prefettura di Torino, con cadenza semestrale, di una relazione relativa allo stato di avanzamento delle opere, segnalando eventuali anomalie o criticità.
«Abbiamo bisogno di accelerare il più possibile i tempi per dotare la nostra Regione di nuovi ospedali, ma questo non andrà a scapito della legalità, per noi assoluta priorità. - chiarisce ancora Riboldi -. Il piano di edilizia sanitaria di oggi è il più importante dal dopoguerra, è quindi fondamentale vigilare con attenzione su ogni passaggio e per fare questo ci siamo dotati dei più importanti strumenti e professionalità».
L’intenzione dello schema di accordo tra la Regione Piemonte e le prefetture piemontesi, è quindi quella di garantire il presidio di legalità nei cantieri legati all’edilizia sanitaria pubblica, prevenendo tentativi di infiltrazione mafiosa e criminale all’interno dei lavori pubblici. Alzare il livello di attenzione in uno dei settori più esposti al rischio di infiltrazione.
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