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L'EVENTO

Il Piemonte dà voce "ai dimenticati": un concerto unico il primo dell'anno

Un'esibizione polifonica e interreligiosa con il Comitato dei diritti umani

Il Piemonte dà voce "ai dimenticati": un concerto unico il primo dell'anno

In un mondo ancora segnato da conflitti e tensioni, «ha ancora senso parlare e occuparsi di diritti umani»?

Questa la domanda che il Comitato per i diritti umani e civili della Regione Piemonte si trova ad affrontare. Una domanda "forte" ma inevitabile. E la risposta è ferma: «Sì, più che mai. Se smettessimo perderemmo la civiltà», afferma il vice presidente Giampiero Leo.
Riconoscere le ingiustizie però non basta, serve parlarne, raccontarne le storie, cercare il confronto. Ecco perché il Comitato è in prima linea nell'organizzazione di iniziative «coraggiose» e «d'impatto» che portino attenzione sul tema. Il prossimo da calendario, un concerto unico nel suo genere il primo gennaio.

Il 10 dicembre

Tra gli orrori di cui ogni giorno sentiamo parlare, ci sono conflitti rimasti in un cono d'ombra. Dei drammi abbandonati a sé stessi di cui il Comitato piemontese diventa così la voce. La prima occasione per raccontare queste "Resistenze dimenticate" è stato lo scorso 10 dicembre, data in cui si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

Sul palco, quattro testimoni hanno portato con coraggio la loro storia: Lesani Yoosef (Iran), Saleh Lorent (Venezuela), Diyar Zilan (Kurdistan) e Yukhno Yuliya (Bielorussia).Cronache diverse ma dai cui interventi, tutti e quattro, è emerso un sentimento comune: «noi delusi, abbandonati dalle Nazioni Unite e le grandi potenze, dai paesi liberi e dalla sinistra. Uno scontro tra dittatura e popolo».

Il 1 gennaio

Ma c'è un'altra grande data "all'orizzonte": il 1 gennaio sarà infatti la Giornata Mondiale per la Pace. Quale data migliore dunque, per portare avanti il progetto del Comitato? Un impegno che il presidente del consiglio regionale, Davide Nicco, ha elogiato ed evidenziato come «un lavoro necessario nel clima di tensione che il mondo sta vivendo», e che, per il 2026 ha come tema "Il dialogo".

Così, il primo dell'anno, al Sermig di Torino ci sarà un concerto interreligioso davvero unico dal titolo "Dal silenzio al dialogo, dall’ascolto all’armonia". Si tratta di un'esibizione corale che unisce in una sola orchestra, musicisti di diverse fedi e strumenti diversi tra loro. In apertura, la lettura di un documento (un inno alla pace) scritto insieme e di cui Giampiero Leo sarà portavoce. Promosso dal Coordinamento interconfessionale "Noi siamo con voi", l'appuntamento è in piazza Borgo Dora 61, alle 18.

Il Comitato

«L'obiettivo è stimolare all'ascolto - spiega Leo - aprirsi ad ascoltare tutti, anche culture e opinioni lontane». Questo sarà il fil rouge del lavoro del Comitato per il nuovo anno, progetto sostenuto dalla Fondazione CRT. «Ringrazio la presidente Maria Grazia Poggi e il segretario generale Patrizia Polliotto, che hanno dato priorità nel programma 2026 alla nostra lotta», aggiunge il vice presidente del Comitato. «Una lotta contro la povertà educativa e quindia favore della democrazia, della civiltà e partecipazione. Per educare e ricostruire una società degna di essere definita umana, ferma sui principi dei diritti».

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