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Sanità

Stangata sulle rette in strutture Rsa: costi aumentati del 10% e fondi regionali in ritardo

La Regione replica: «Fondi in arrivo a gennaio, la misura è innovativa ma complessa»

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Esito positivo per la RSA Sant’Antonio di Carmagnola. Il progetto coinvolge cittadini, operatori e istituzioni

Un inizio dell’anno amaro per migliaia di famiglie piemontesi con un parente non autosufficiente ricoverato in Rsa. Nelle scorse settimane infatti la comunicazione che li ha fatti sbiancare: l’aumento della retta fino al 10% (con rincari annuali anche di 5mila euro).

Miccia che ha fatto scattare un confronto acceso con i gestori delle strutture i quali, di contro, attendono i 18 milioni assegnati alle Rsa tramite Fondo sociale europeo dalla Regione, annunciati lo scorso giugno dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone ma non ancora arrivati.

L’obiettivo dichiarato era duplice: sostenere i rinnovi contrattuali del personale delle Rsa e, allo stesso tempo, evitare l’aumento delle tariffe a carico degli ospiti, a fronte della tendenza all’invecchiamento della popolazione. Il target era settembre, poi slittato a dicembre.

Ma, secondo le associazioni e i gestori, le risorse promesse mancano ancora all’appello.

Così l’aumento, che mette in ginocchio migliaia di famiglie, sarebbe stato necessario per i gestori delle strutture, a garantire la sostenibilità delle Rsa (circa 700 in Piemonte).

Una posizione condivisa anche da Legacoop Piemonte. «A fronte di un aumento contrattuale che vale circa il 15%, nel Patto per lo Welfare è stato riconosciuto solo il 3,5%. Le strutture non reggono più», afferma la vicepresidente Barbara Daniele.

E il tema arriva, poi, fino ai banchi della politica. La capogruppo del Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero ha appena presentato un’interrogazione urgente chiedendo alla Giunta di «far rispettare le proprie delibere» e bloccare aumenti che rischiano di mettere in difficoltà migliaia di famiglie. Dura anche la presa di posizione del Movimento 5 Stelle, che parla di «un salasso inaccettabile» e chiede la «sospensione immediata dei rincari e un intervento strutturale sulla copertura sanitaria».

Dal canto suo, la Regione Piemonte respinge le accuse. «Mai stanziate così tante risorse per le Rsa», fanno sapere dalla direzione Sanità del Grattacielo. La misura da 18 milioni viene definita «innovativa», ma complessa dal punto di vista operativo. «Le Asl si stanno registrando sulla piattaforma – spiegano – ed entro fine gennaio le strutture potranno vedersi riconosciute le risorse».

Nel frattempo, però, famiglie e gestori restano in attesa. E il rischio è che il costo della fragilità ricada su chi ha meno margini per sostenerlo

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