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Scattano i rincari sulle autostrade. Ecco cosa succede a Torino e in Piemonte (con la beffa dell'Asti-Cuneo)

Tariffe al casello in salita, ma non su tutte le autostrade. E sale anche il prezzo del gasolio

Scattano i rincari sulle autostrade. Ecco cosa succede a Torino e in Piemonte (con la beffa dell'Asti-Cuneo)

Scattano i rincari sulle autostrade. Ecco cosa succede a Torino e in Piemonte (con la beffa dell'Asti-Cuneo)

Il 2026 non inizia bene per gli automobilisti torinesi e piemontesi. Come ogni anno, infatti, l'1 gennaio porta con se i rincari per i pedaggi autostradali su tutta (o quasi) la rete nazionale, il che significa che ai caselli in questi giorni dovremmo già cominciare a pagare di più.
L'incremento medio, a livello nazionale, quest'anno è stato fissato al +1,5%. Percentuale che si registra sulla A32 Torino-Bardonecchia (dove il viaggio di andata e ritorno in auto o moto arriva ormai a costare 29 euro) gestita da Sitaf, sulla A4 Torino-Milano gestita da Satap, sull'A6 Torino-Savona di Autostrada dei Fiori. Va meglio a chi viaggia in Canavese: nessun aumento sul tronco piemontese della A5 tra Quincinetto e Torino (aumenta invece il tratto valdostano), sulla bretella di collegamento fra la A4 e la A5, la Ivrea-Santhià, e anche sulla Torino-Piacenza, tronco A21, gestite dalla Itp, la Ivrea-Torino-Piacenza. Niente ritocchi neppure sulla tangenziale di Torino. Anche proseguire il proprio viaggio all'estero costerà più caro: i pedaggi per i trafori del Monte Bianco e del Frejus sono aumentati dell'1,19% mentre per il Gran San Bernardo non si registrano aumenti, almeno per ora visto che le tariffe sono ancora in fase di revisione.
Ritornando in Piemonte, c'è ancora da registrare la "beffa" della Asti-Cuneo. L'autostrada è stata terminata e inaugurata il 28 dicembre, dopo 30 anni di lavori. E appena tre giorni dopo, sono scattati gli aumenti: anche in questo caso dell'1,5% anche se nel tratto tra Alba Ovest e Cherasco non si pagherà fino ad aprile. 
L'1 gennaio, infine, è scattato anche il riallineamento delle accise sui carburanti, mirato evidentemente ancora una volta a "disincentivare" l'utilizzo del gasolio. Infatti il Governo ha optato per un aumento di 4,05 centesimi al litro, equilibrato da una riduzione della stessa entità per il prezzo della benzina. Questo significa, secondo il Codacons, che in una notte il pieno di gasolio da 50 litri è arrivato a costare circa 2,5 euro in più.
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