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Il caso

Vanchiglia in presidio: «Dialogo subito», e gli antagonisti dichiarano guerra a Unito

Intanto Rosatelli incontra il Comitato: «Dialogo mai fermato. Restituiremo a Vanchiglia lo spazio che merita»

Askatasuna chiede i danni dello sgombero: «Hanno devastato l’edificio»

Askatasuna chiede i danni dello sgombero: «Hanno devastato l’edificio»

Dialogo, smilitarizzazione e restituzione degli spazi al quartiere. Queste le richieste portate ieri sotto Palazzo Civico dal Comitato Vanchiglia Insieme, in presidio per chiedere la ripresa del confronto con l’Amministrazione dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47, il 18 dicembre scorso. Quel giorno decadeva anche il patto di collaborazione con la Città.

«Abbiamo bambini che ogni giorno vanno a scuola circondati da camionette delle forze dell’ordine – spiega la portavoce del Comitato, Ortensia Romano – e continuiamo a chiederci perché ci sia bisogno di questa “protezione”. Chiediamo la liberazione degli spazi e la fine della militarizzazione del quartiere».

Un ulteriore passo verso la manifestazione del 31 gennaio che partirà da più punti della città, da bollino rosso. «Non vogliamo scendere a compromessi su bandi – aggiunge Romano –. Vogliamo dire la nostra, a modo nostro».

Di fronte ai manifestanti, nel pomeriggio, anche l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli - curatore originario del Patto - accolto in modo tutt’altro che ostile. «Lo spirito di dialogo mi sembra reciproco. In questi giorni - ha dichiarato - ci sono stati diversi momenti di confronto: assemblee, incontri con la vicesindaca, il Consiglio d’Istituto della scuola. Il dialogo non si è mai fermato». Rosatelli ha ribadito la volontà della Città di restituire lo spazio al quartiere.

La tensione, però, resta alta. Dopo la chiusura temporanea di Palazzo Nuovo, disposta dalla rettrice Prandi per motivi di sicurezza, il Cua, emanazione studentesca di Aska, annuncia una nuova iniziativa. Domani alle 10.30.

E proprio presso le aule di via Sant’Ottavio teoricamente blindate, prenderà parola «contro una decisione politica assunta dalla governance, che ha scelto di sottostare alle pressioni della Questura», scrive. Comunicato che fa seguito a parole al vetriolo per Prandi, definita dal Cua «vile e succube».

Sulla decisione dell’Ateneo anche esponenti del centrodestra. Il ministro della PA Paolo Zangrillo ha espresso solidarietà alla rettrice, definendo la chiusura «un atto di responsabilità istituzionale». Ma il timore è che l’obiettivo sia l’occupazione di Palazzo Nuovo.

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