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Il sondaggio
11 Febbraio 2026 - 04:51
Bocciato da più di un torinese su due. Ma apprezzato dalla metà dei potenziali elettori del centrodestra. Un risultato apparentemente paradossale, perché da una parte dà e dall’altra toglie. Ma che forse racconta meglio di qualunque discorso il reale orientamento della politica del sindaco Stefano Lo Russo.
E infatti in tanti non sembrano affatto sorpresi. A cominciare dal pentastellato Andrea Russi: «In effetti va più d'accordo con Alberto Cirio (il governatore della Regione Piemonte, ndr) che con Avs, perché è molto “centrista”. E raccoglie quel 50% dei potenziali elettori di centrodestra progressisti. I tagli al sociale, la cementificazione, e alcuni progetti, come quello dell' ospedale della Pellerina...in cui ha sposato la linea di Cirio, lo dimostrano», aggiunge Russi. Teoricamente incorruttibile membro del centrosinistra, ma pragmaticamente, sulle cose che contano, anche un po’ a centrodestra, quindi, si colloca il primo cittadino.
A “svelarlo” il sondaggio condotto da Swg per conto del notaio Andrea Ganelli, già curatore della campagna di comunicazione strategica di Lo Russo. Alla domanda “considera l’operato del sindaco Lo Russo efficace” è il 58% degli intervistati a rispondere “No” (19%) o “Poco” (39%). Perché? «Ha fatto poco», dicono poco meno della metà degli insoddisfatti. «Manca di visione strategica», per circa uno su tre. Mentre “solo” per il 9% il problema è l’eccessiva «sintonia con la Giunta regionale», cioè con Cirio.
Numeri che si fanno un filo più clementi quando dalla persona di passa alla maggioranza: qui è complessivamente il 50% a non essere soddisfatto. Che consentono di portare a casa un risultato migliore rispetto a quello dell'ex sindaca Chiara Appendino (apprezzata nel 2020 solo dal 27% dei torinesi).
Il che fa guardare il bicchiere mezzo pieno ai suoi. «Che piaccia a destra? Segno di buon governo della Città. Ripartiranno, ad esempio, gli orologi storici. Sono piccole cose, ma la gente se ne accorge - commenta il capogruppo in Comune Claudio Cerrato -Bisogna fare di più. Lavorare ancora molto sul tema dei trasporti (tema sonoramente bocciato dal sondaggio, che vede solo il 26% di soddisfazione, ndr) - ammette - ma dipende anche da Roma», prosegue.
Nel frattempo, un altro aspetto che se non ribalta completamente le logiche del gioco, quantomeno spinge ad alcune riflessioni, è che il prossimo “sindaco ideale”, secondo il sondaggio, dovrà essere “una personalità espressione della società civile”.
È l’auspicio che si fa quasi il 40% degli intervistati. Solo per il 21% meglio un politico, mentre per il 19% appena un imprenditore.
Possibile che Torino chieda un segnale di rappresentanza, ascolto e risposte diverso ai suoi problemi quotidiani? In questo senso, alcuni volti affidabili e “pappabili” potrebbero essere Christian Greco, carismatico direttore del Museo Egizio Christian Greco, già eletto torinese dell’anno, o l’ex rettore Guido Saracco, nome che spesso ritorna come possibile candidato alla vigilia delle elezioni. O, infine, Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio e figura chiave del sogno torinese “Olimpiadi 2006”.
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