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Violenza sessuale

Senza consenso è stupro: a Torino presidio in piazza Castello contro il ddl Bongiorno

Hanno aderito realtà femministe, centri antiviolenza, organizzazioni sindacali e forze politiche, tra cui il Partito Democratico

Senza consenso è stupro

Nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio 2026 si è svolto un presidio in piazza Castello a Torino, promosso da Cgil e D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), con lo slogan “Senza consenso è stupro”

Nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio 2026 si è svolto un presidio in piazza Castello a Torino, promosso da Cgil e D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), con lo slogan “Senza consenso è stupro”. Hanno aderito altre realtà femministe, centri antiviolenza, organizzazioni sindacali e forze politiche, tra cui il Partito Democratico. In contemporanea, iniziative analoghe sono state segnalate anche in Biella, Cuneo e Alessandria.

La mobilitazione è collegata al dibattito sul DDL Bongiorno e, in particolare, alla contestazione di una riformulazione che sostituirebbe il riferimento al consenso con quello della “volontà contraria” o del dissenso. Secondo i soggetti critici, questo impianto sposterebbe l’attenzione processuale sulle reazioni della persona che denuncia e potrebbe aumentare il rischio di vittimizzazione secondaria. È stato inoltre richiamato un possibile profilo di incompatibilità con la Convenzione di Istanbul, che indica il consenso come elemento centrale, e la rottura di un accordo politico precedentemente raggiunto alla Camera; alcune valutazioni hanno infine sollevato dubbi su effetti sanzionatori in specifiche fattispecie.

Nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio 2026 si è svolto un presidio in piazza Castello a Torino, promosso da Cgil e D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), con lo slogan “Senza consenso è stupro”

In Consiglio regionale la consigliera Nadia Conticelli (presidente del PD piemontese) ha presentato un ordine del giorno – non ancora calendarizzato – per sollecitare il Parlamento a ripristinare un testo basato sul “consenso libero e attuale” come fondamento del reato di violenza sessuale. Il PD ha spiegato che l’obiettivo è ribadire anche in sede di Conferenza Stato-Regioni il principio secondo cui “senza consenso libero e attuale è violenza”.

Nel corso della manifestazione sono stati citati anche dati sui servizi territoriali: nel 2024 i Centri antiviolenza del Piemonte hanno preso in carico 4.074 donne vittime di violenza; nei primi mesi del 2025 sono state indicate 471 nuove richieste. A Torino, nel 2024, Telefono Rosa Piemonte ha registrato 761 nuovi casi di violenza di genere, tra cui 41 casi dichiarati di violenza sessuale e 137 episodi di abusi sessuali online o in presenza. Negli ultimi anni, le denunce per violenza sessuale in Piemonte risultano oscillare mediamente tra 308 e 457 all’anno.

Al presidio hanno partecipato, tra le altre, associazioni e realtà come Telefono Rosa Piemonte, Casa delle Donne, Se Non Ora Quando? Torino, UISP Piemonte, oltre a rappresentanze sindacali e politiche. È stata inoltre rilanciata la partecipazione alla manifestazione nazionale a Roma del 28 febbraio.

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