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L'evento

La nuova "era Prandi": meno politica e più diplomazia

Anticipato alla conferenza stampa di ieri pomeriggio un nuovo percorso alla Scuola Ferdinando Rossi di "diplomazia scientifica",

L'inaugurazione ufficiale della "era Prandi": meno politica e più diplomazia

Meno politica e più pragmatismo. Sembra essere questa la linea scelta dalla rettrice dell'Università di Torino Cristina Prandi per l’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026, in programma domani mattina nell’Aula Magna Dogliotti della Città della Salute. Alla cerimonia, che dallo spettacolare palco del Teatro Regio dell'anno scorso trasloca alle Molinette, non saranno presenti né il governatore della Regione Alberto Cirio, né il sindaco Stefano Lo Russo, tantomeno esponenti del Governo. Un messaggio chiaro, responsabile e inequivocabile, aggettivi che per molti versi segnano la "era Prandi", e che sposta il baricentro dall’arena istituzionale alla dimensione internazionale della ricerca e della diplomazia.

Il titolo della cerimonia, “Diplomazia scientifica – Dare forma alle decisioni”, sintetizza l’impostazione voluta sin dall'insediamento dalla rettrice Prandi: rafforzare il ruolo della scienza come strumento di dialogo in uno scenario globale attraversato da conflitti e tensioni geopolitiche, "attraverso la rete delle ambasciate italiane", spiega la rettrice. L'Ateneo starebbe infatti implementando un vero e proprio progetto formativo che farà capo alla Scuola di studi superiori Ferdinando Rossi, per la formazione di figure professionali che partono da competenze verticali — quindi possono essere chimici, fisici, medici, biologi, giuristi — ai quali complementiamo una formazione di tipo diplomatico, ha anticipato Prandi ieri mattina, alla conferenza stampa di presentazione della cerimonia.

Nel concreto, l’Università di Torino consolida il proprio impegno nell’alleanza europea per la diplomazia scientifica, rafforza le collaborazioni con enti internazionali – tra cui la European Training Foundation – e valorizza il ruolo della rete delle ambasciate italiane. Novità dell’anno sarà l’avvio di un percorso formativo dedicato, affidato alla Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi.

Anche il quadro istituzionale riflette la scelta di campo. Alla cerimonia non sono previsti ministri. Saranno presenti la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, l’assessore regionale Andrea Tronzano e la vicesindaca Michela Favaro, ma il focus dichiarato resta la diplomazia più che la politica nazionale.

Spazio invece a profili con esperienza internazionale: Massimo Passera, addetto scientifico all'ambasciata d’Italia a Seoul, illustrerà il funzionamento della rete degli esperti scientifici a supporto dell’innovazione universitaria e Claire Messina, direttrice per la leadership del Segretariato delle Nazioni Unite a New York.

Non si escludono contestazioni studentesche, che d'altra parte accompagnano Prandi sin dal suo insediamento (e in ultima una conferenza stampa lo scorso 18 febbraio contro "l'autoritarismo della governance Unito"). "Non mi preoccupa" - replica secca Prandi - "Il tema della diplomazia scientifica è proprio la nostra risposta agli studenti: fornire strumenti reali di dialogo attraverso la scienza".

La scelta della sede, alle Molinette, infine ha un valore fortemente simbolico. "Oltre a essere al centro del progetto del Parco della Salute, l’area medica rappresenta – nelle parole della rettrice – il punto in cui ricerca, didattica e terza missione trovano la loro sintesi più alta. Un modo per ribadire che, in una fase di frammentazione globale, l’università prova a tenere insieme conoscenza e responsabilità pubblica".

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