C’è un forziere-laboratorio, lontano dalle catene di montaggio e vicino ai nuovi motori dell’economia, dove si preparano le scommesse del futuro (anche per Torino): energia, algoritmi, gioielli e robot umanoidi pronti a entrare in fabbrica. È qui che il “portafoglio privato” di John Elkann ha superato il miliardo di valore, in un business meno noto del nipote dell'Avvocato, ma alimentato da Exor e gestito secondo la sua visione. Mentre l’automotive, antico core business di famiglia, resta sullo sfondo, il radar punta su rendimenti pazienti e speculazioni misurate. Abbiamo guardato dentro il forziere di Lingotto: ecco cosa c’è.
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Che cos'è Lingotto e perché conta Nella nota finanziaria della holding degli Agnelli/Elkan si legge: “Exor ha creato Lingotto per realizzare investimenti attraverso strategie distinte, ciascuna con un mandato chiaro e con
l’obiettivo di generare solide performance nel lungo periodo […] È motivo di soddisfazione vedere come Lingotto resti fedele a questi principi fondanti, continuando al contempo a ottenere rendimenti interessanti.” Non uno slogan, ma un metodo: separare i mandati, coltivare l’orizzonte lungo, lasciare agli investitori “di talento” il mestiere che amano fare.
I numeri del 2025 - Fine 2025:
patrimonio gestito oltre 10 miliardi di dollari, quasi triplicato rispetto al lancio ufficiale nel 2023. Crescita mossa soprattutto dalla performance degli investimenti, non da nuovi afflussi di capitale. -
Rendimento per Exor: 40%, con contributo al NAV di 1,2 miliardi di euro. Gli investimenti pubblici hanno segnato +53%, “superando l’indice MSCI World del 48%”. - Allocazione: investimenti per 307 milioni di euro (prevalentemente nel mercato privato) e
dismissioni per 22 milioni di euro da distribuzioni di investimenti privati. - Team e sedi: circa 50 professionisti tra Londra e New York. - Quattro strategie in portafoglio ed espansione selettiva in corso.
Intersection strategy: metalli, petrolio e media Guidata da Matteo Scolari, è una delle quattro divisioni di Lingotto:
gestisce circa 6,6 miliardi di dollari con due anime azionarie (concentrata e direzionale; long/short market neutral), fondate su analisi fondamentali e orizzonte 3-5 anni.
Un 2025 brillante per i metalli preziosi (oro e platinoidi), grazie al forte apprezzamento dei prezzi: qui l’impatto più forte sulle performance complessive. - Carvana, ossia il dealer di auto americano che l'investimento ha portato da azienda decotta a una maxi capitalizzazione (e che adesso sta acquistando concessionarie dismesse proprio da Stellantis) ancora in positivo, nonostante la volatilità, con una robusta tenuta operativa. - Paramount-Skydance: contributo positivo, guidato più dal processo di acquisizione legato a Warner Bros Discovery che dai conti; se completata, nascerebbe un nuovo concorrente credibile di Netflix. - La mossa dell’anno: aumento della partecipazione in Schlumberger, azienda leader nel settore delle tecnologie. La tesi? Verso fine decennio i mercati energetici potrebbero irrigidirsi: i progetti petroliferi pianificati non basteranno a coprire la domanda e la nuova capacità si sposterà su progetti offshore più costosi. In tale scenario, Schlumberger sarebbe ben posizionata. - Nota stonata: Ocado, in negativo. Domanda inevitabile: il “vecchio” petrolio resta la benzina della “nuova” finanza? La lettura di Lingotto suggerisce che il ciclo energetico non sia affatto chiuso.
Horizon Strategy: il baricentro tra robot e alta gioielleria Sotto la guida di
Nikhil Srinivasan (circa 1,9 miliardi di dollari), combina fondo di fondi e co-investimenti diretti in private equity, sfruttando disallineamenti di mercato coltivati in oltre vent’anni di relazioni. -
Neura Robotics: a giugno ha presentato la terza generazione di
robot umanoidi, sostenuta da un portafoglio ordini globale in crescita. Un segnale inequivocabile: gli “operai” del futuro bussano già alle porte delle fabbriche. -
Jessica McCormack: il marchio di alta gioielleria ha messo a segno una crescita delle vendite di circa il 60% e avviato l’espansione internazionale con l’apertura di un nuovo negozio a New York. Due poli apparentemente lontani — robotica e gioielli — che, come i piatti di una bilancia, raccontano la stessa ambizione: intercettare valore dove domanda, identità e tecnologia s’incrociano.
Innovation Strategy: batterie, dati e salute Capitanata da James Anderson (circa 1,4 miliardi di dollari), investe cross-stage dal venture ai mercati pubblici. - Il principale contributo è arrivato dall’
investimento nella IPO a Hong Kong di CATL, leader mondiale delle batterie. - Tra i driver positivi, anche
Tempus AI e la piattaforma Databricks. Qui la tesi è chiara: chi controlla l’energia (accumulo) e i dati (analisi), controlla gran parte della crescita futura.
Mosaic strategy: nuove nicchie, meno correlazione La strategia di Pam Chan (circa 0,5 miliardi di dollari) ha avviato nel 2025 una solida fase iniziale di allocazione, chiudendo i primi tre investimenti, con focus su: - creator economy - gaming mobile - finanza specializzata Prevalenza Nord America e ricerca di strutture d’investimento con minore correlazione ai mercati tradizionali: un mosaico, appunto, dove ogni tessera ridisegna il profilo di rischio-rendimento.
Investitori selezionati e il "portafoglio privato" di Elkann Lingotto ha scelto un gruppo ristretto di investitori istituzionali, accomunati dall’impegno su impatto di lungo periodo in istruzione, sanità e filantropia. Intanto il “portafoglio privato” di
John Elkann — alimentato dalla stessa Exor e gestito secondo la sua visione personale — è arrivato a cubare sul NAV della capogruppo oltre un miliardo: un indicatore non solo di successo, ma di coerenza tra strategia e incentivi.
Le domande che contano - La sovraperformance del 2025 (+53% negli investimenti pubblici) è replicabile in un contesto di tassi e geopolitica incerti? - La scommessa sull’energia — con
Schlumberger in prima fila — anticipa un nuovo superciclo delle commodity o una fase tattica di scarsità? - Quanto in fretta i robot umanoidi, come quelli di
Neura Robotics, traslocheranno davvero nelle linee produttive? -
Paramount-Skydance potrà davvero insidiare
Netflix se il deal legato a Warner Bros. Discovery andrà in porto? Le risposte matureranno col tempo. Ma la direzione è tracciata: lungo termine, convinzione e un’agenda che non teme di uscire dall’orbita dell’automotive per abbracciare i nuovi assi dell’economia reale e digitale.