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Il sogno Olimpiadi 2036-2040 a Torino

«Non è vero che diciamo “No”», ma per i 5S il percorso è da costruire

Il Movimento 5 Stelle festeggia la vittoria del "no" al referendum sulla magistratura

Non è un “No” a prescindere, ma neanche un “Sì”. Sulla candidatura olimpica dell’asse Nord-Ovest Liguria-Lombardia-Piemonte, annunciata in pompa magna ieri mattina con un comunicato congiunto del sindaco Stefano Lo Russo e del governatore della Regione Alberto Cirio, il Movimento 5 Stelle, notoriamente “accusato” di non avere voluto le Olimpiadi del 2026, con l’allora sindaca e oggi deputata Chiara Appendino, mette le mani avanti.

«La nostra posizione non è differente rispetto al passato», spiegano con un comunicato gli esponenti di Comune e Regione. Vuol dire che saranno contrari? Nossignore. «La devono smettere di sostenere che diciamo “No” a prescindere», afferma il consigliere regionale Alberto Unia. «Noi abbiamo portato le Universiadi, ed è indubbio il ruolo avuto nelle Atp Finals», precisa.

La questione sarebbe, ora come allora, secondo gli esponenti: sì, ma non a tutti i costi. «Occorre mettere al centro un modello basato sulla sostenibilità economica e ambientale, con un azzeramento del consumo di suolo e un marcato utilizzo delle infrastrutture esistenti», sostengono i pentastellati.

Positivo, certo, che nasca un percorso in grado di coinvolgere «più territori e più città», e che al momento resta ancora nelle «dichiarazioni di intenti». Ma è ancora presto per esprimere una posizione vera e propria. È più un voler mettere i puntini sulle proverbiali «i». «Prima di qualsiasi posizione servono dati chiari, trasparenti e verificabili, un reale coinvolgimento del Consiglio comunale e di quello regionale e un confronto aperto con il territorio. Solo su queste basi sarà possibile valutare se esistono le condizioni per un percorso sostenibile per Torino», concludono.

Resta indubbio, però, che questa potrebbe essere una carta importante per il sindaco di Torino Stefano Lo Russo in vista della sua riconferma. E se le Olimpiadi potrebbero «benedire» un ipotetico campo largo, di contro avrebbero il potere di decretare lo scisma definitivo nella scelta di un candidato di centrosinistra.

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