Cerca

LAVORO & SALUTE

Certificati di malattia in aumento: +5% nel 2025. Ecco chi si ammala di più

Nel primo semestre superate le 75 milioni di giornate di assenza: andamento altalenante tra i trimestri e differenze marcate per età, genere e territori

Certificati di malattia in aumento: +5% nel 2025. Ecco chi si ammala di più

Assenze dal lavoro in crescita, soprattutto nel settore privato. Nei primi sei mesi del 2025 l’Inps ha raccolto 16,5 milioni di certificati di malattia, pari a un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Le giornate complessive superano quota 75 milioni, con un impatto sempre più rilevante su aziende e pubblica amministrazione. Ma i numeri raccontano anche un fenomeno sfaccettato: forti aumenti nei primi mesi dell’anno, seguiti da un calo in primavera, con differenze marcate tra età, genere e territori.

La crescita non è stata uniforme. Nel primo trimestre 2025 i certificati sono aumentati del 14% rispetto al 2024, mentre nel secondo trimestre si è registrato un calo del 6,3%. Nel complesso, i giorni di malattia comunicati ammontano a 58,45 milioni nel privato e a 16,84 milioni nel pubblico.

Il confronto con lo scorso anno mostra una stagionalità più marcata: il calo tra il primo e il secondo trimestre, che di solito è fisiologico, nel 2025 è stato del -33,9%, molto più netto rispetto al -19,6% del 2024.

Per quanto riguarda i controlli, l’Inps segnala circa 15,9 milioni di lavoratori verificati d’ufficio: 12,6 milioni nel privato e 3,3 milioni nel pubblico. Le visite fiscali sono state 222.894 nel primo trimestre (-3% sul 2024) e 215.495 nel secondo (+3,6%). Le giornate di malattia complessive sono aumentate, ma i periodi risultano più brevi. Nel primo trimestre 2025 il settore privato ha contato 33,4 milioni di giornate (+7,3%) e il pubblico 10,1 milioni (+10,5%). In media, però, la durata dei certificati si è ridotta: 4,5 giorni nel privato (contro i 4,8 del 2024) e 4,1 nel pubblico (contro 4,2).

Nel secondo trimestre le giornate complessive sono state 25,1 milioni nel privato (-3,8%) e 6,7 milioni nel pubblico (-8,1%). Qui la durata media è rimasta stabile: 5 giorni per certificato nel privato e 4,5 nel pubblico.

Nel primo trimestre il rialzo dei certificati non ha riguardato tutti allo stesso modo. A restare più spesso a casa dal lavoro sono stati i giovani sotto i 30 anni, con un aumento delle assenze di quasi il 20% rispetto al 2024. Crescono anche i certificati degli over 50 (+12,1%), mentre sul fronte del genere sono le donne a segnare la variazione più alta (+14,7% contro il +13,2% degli uomini).
Dal punto di vista territoriale, il Nord ha guidato l’aumento (+16%), seguito dal Sud (+13%) e infine dal Centro (+11,1%).

Lo scenario si è capovolto nei mesi successivi. Nel secondo trimestre, infatti, i certificati sono diminuiti. La flessione è stata più evidente al Centro (-8,1%) e al Nord (-7,1%), mentre al Sud il calo è stato più contenuto (-3,4%). Anche in questo caso le differenze si notano: le donne hanno ridotto le assenze più degli uomini (-8,2% contro -4,3%) e la fascia d’età più penalizzata è stata quella tra i 30 e i 49 anni, con un calo vicino al 10%.

Il primo semestre 2025 si chiude dunque con un bilancio in chiaroscuro: un avvio d’anno con assenze in forte crescita, seguito da un ridimensionamento in primavera. Restano però in aumento le giornate complessive di malattia, segno di una pressione costante che pesa sia sul settore privato sia sul pubblico e che continua a ridisegnare i rapporti tra lavoro, salute e produttività.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.