Cerca

anniversario olimpico

Torino 2006, 20 anni dopo - Turismo, palazzetti, strade, metropolitana: l'eredità sottovalutata delle Olimpiadi

Ecco tutto quello che di positivo è stato lasciato sul territorio dalle Olimpiadi di 20 anni fa

Torino 2006, 20 anni dopo - Turismo, palazzetti, strade, metropolitana: l'eredità sottovalutata delle Olimpiadi

Torino 2006, 20 anni dopo - Turismo, palazzetti, strade, metropolitana: l'eredità sottovalutata delle Olimpiadi

Quando si parla di Torino 2006 molto spesso ci si sente elencare tutto quello che non ha funzionato. Per fortuna però ci sono anche tante cose che invece hanno funzionato egregiamente e che si tende a dimenticare un po' troppo facilmente. E non parliamo solo dell'evento in sé, ancora oggi ricordato dagli esperti come una delle migliori edizioni delle Olimpiadi invernali (e le difficoltà dei "cugini" milanesi confermano che non era così scontato) ma anche dell'eredità, di ciò che è rimasto sul territorio e in città.

La prima, vera ricaduta positiva è stata quella sul turismo. Le Olimpiadi sono arrivate nel momento in cui Torino stava cercando di superare il lento addio di mamma Fiat, di abbandonare la veste di città industriale per costruirsi una nuova identità e un futuro. In tal senso sono state un po' l'ultimo "regalo" dell'Avvocato Agnelli - primo sostenitore della candidatura a cinque cerchi - alla sua Torino, probabilmente conscio che la Fiat non sarebbe più stata la stampella della città. Gli ultimi dati sono stati forniti dall'Osservatorio Turistico della Regione Piemonte e dicono che dal 2006 al 2024 gli arrivi turistici in Piemonte sono aumentati del 90%, mentre sia a Torino che nella sua area metropolitana sono cresciuti di oltre il 100% e che il turismo oggi contribuisce per oltre il 10% al Pil regionale. Un discorso che ovviamente è legato a doppio filo con i grandi eventi che la città è stata in grado di attirare in questi 20 anni: senza le Olimpiadi, per fare un esempio, probabilmente non ci sarebbero state neanche le Atp Finals.

Anzi, se teniamo conto di un'altra eredità olimpica, più che probabilmente possiamo dire sicuramente. Perché Sinner e gli altri tennisti si esibiscono in quello che oggi è chiamato Inalpi Arena ma che altri non è che il Palahockey o PalaIsozaki, come era chiamato nel 2006 quando venne realizzato per ospitare, appunto, le partite del torneo olimpico di hockey su ghiaccio. Un palazzetto grande, moderno, vicino al centro città che in questi 20 anni ha ospitato concerti, eventi, spettacoli e, appunto, sport: senza Torino 2006, nulla di tutto questo ci sarebbe stato. E non ci sarebbe stato neanche un altro palazzetto: il Palavela. Completamente riqualificato per ospitare le gare di pattinaggio artistico e short track, ancora oggi è utilizzato per esibizioni, allenamenti, gare, spettacoli, soprattutto sul ghiaccio. Un gioiellino che senza Torino 2006 oggi è facile immaginare che invece verserebbe nelle condizioni del vicino Palazzo del Lavoro: entrambi realizzati per Italia '61, hanno avuto destino comune proprio fino al 2006, quando uno ebbe la fortuna di essere prescelto per le Olimpiadi e l'altro no. Cosa questo sia significato, è sotto gli occhi di tutti coloro che ogni giorno entrano in città arrivando da Moncalieri.

Ma torniamo in piazza d'Armi, perché vicino all'Inalpi c'è lo stadio Olimpico Grande Torino. Quello che era il Comunale rimase coinvolto nel fallimento del Toro di Cimminelli, avvenuto proprio mentre erano in corso i lavori di riqualificazione che comprendevano anche il recupero della Torre Maratona. Vista l'imminenza della Cerimonia di inaugurazione, il Comune decise di subentrare alla società granata e completare i lavori. Senza Torino 2006, molto difficilmente da Palazzo Civico sarebbe giunta una decisione simile e il futuro dello stadio sarebbe stato un'enorme incognita.

E poi c'è il capitolo delle opere non sportive. Strade, infrastrutture, gallerie, fibra ottica. L'elenco è lungo e dal mazzo peschiamo solo le due opere più iconiche. La prima è la Torino-Pinerolo che già prima del 2006 si chiamava così ma che in realtà terminava ad Airasca, quindi ben prima di arrivare a Pinerolo, visto che non era mai stata completata. Se oggi l'autostrada arriva davvero a Pinerolo, è solo grazie alle Olimpiadi. E la seconda ovviamente è la metropolitana di Torino, non realizzata con fondi olimpici ma comunque per Torino 2006, inaugurata proprio una settimana prima della cerimonia inaugurale dopo decenni di inutili tentativi (forse non tutti sanno che il primo scavo fu fatto sotto via Roma in epoca fascista ed è diventato poi il parcheggio ancora oggi in uso): quello che non si è riusciti a fare in 70 anni, è stato reso possibile dai cinque cerchi.  


Torino 2006, 20 anni dopo. Torino Cronaca pubblica una serie di articoli per celebrare insieme a voi lettori il ventesimo anniversario delle Olimpiadi di Torino, che prendevano il via il 10 febbraio 2006. Interviste, video, approfondimenti, curiosità: i servizi verranno pubblicati nel corso della giornata e li potrete man mano trovare tutti a questo link. Buona (nostalgica) lettura!

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.