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Salute e prevenzione
09 Febbraio 2026 - 08:15
La Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) invita a rafforzare le misure di prevenzione contro il virus Chikungunya, proponendo l’inserimento della vaccinazione tra le indicazioni fondamentali prima di recarsi in aree dove il virus è presente o in fase epidemica. Tra le zone segnalate figurano Cuba, Brasile, diversi Paesi dell’America Latina, vaste aree dell’Asia, inclusi India e alcune regioni della Cina.
Di seguito, una panoramica su cos’è la Chikungunya, quali sono i sintomi e a chi è consigliato il vaccino secondo gli esperti.
Il termine Chikungunya, di origine swahili, significa “colui che si piega” o “ciò che contorce”, un riferimento diretto ai forti dolori articolari che caratterizzano la malattia.
Si tratta di un’infezione virale trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare del genere Aedes, come Aedes aegypti e Aedes albopictus.
Secondo gli specialisti, il sintomo più distintivo è proprio il dolore alle articolazioni, spesso talmente intenso da limitare in modo significativo i movimenti.
Il periodo di incubazione varia generalmente tra 3 e 7 giorni, ma può estendersi fino a 12 giorni. L’esordio è solitamente improvviso e si manifesta con:
Febbre alta
Dolori articolari intensi
Mal di testa
Stanchezza marcata
Eruzioni cutanee
Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma non è raro che i dolori articolari persistano per mesi o anni. Le complicanze gravi sono poco frequenti e colpiscono soprattutto anziani o persone con patologie pregresse, nei quali l’infezione può contribuire a esiti più severi.
Le nuove linee guida SIMVIM, elaborate insieme alla Società Italiana di Igiene (SITI), ampliano le categorie di persone per cui il vaccino è raccomandato. Non solo chi si reca in Paesi con epidemie in corso, ma anche chi:
soggiorna in aree dove il virus è stato trasmesso negli ultimi cinque anni
ha più di 65 anni
presenta comorbidità
L’obiettivo è ridurre il rischio individuale e collettivo di contagio.
A differenza di quanto avviene in altri Paesi, le indicazioni italiane non fissano una durata minima del soggiorno per raccomandare la profilassi. Gli esperti sottolineano che la puntura di zanzara può avvenire in qualsiasi momento, anche durante viaggi brevi.
Per questo motivo viene introdotto il concetto di rischio cumulativo: chi si reca spesso in zone endemiche, anche per periodi limitati, accumula nel tempo una probabilità significativa di esposizione, rendendo la vaccinazione una scelta prudente.
Il cambiamento climatico sta favorendo la diffusione delle zanzare vettori anche in Europa, aumentando il pericolo di focolai autoctoni. Le nuove raccomandazioni puntano quindi a superare una gestione emergenziale e a costruire una strategia di prevenzione strutturata, capace di tutelare sia i viaggiatori sia la popolazione generale.
SIMVIM consiglia di consultare un ambulatorio di medicina dei viaggi almeno 15 giorni prima della partenza. In Italia sono presenti oltre 200 centri dedicati, dove è possibile ricevere informazioni personalizzate e accedere alla vaccinazione.
Dal 30 ottobre 2025 è disponibile anche in Italia il primo vaccino ricombinante contro la Chikungunya.
Si tratta di un vaccino:
monodose
adiuvato
a base di particelle simil-virali
somministrato per via intramuscolare
generalmente ben tollerato
Per aggiornamenti sulle aree a rischio e sulle epidemie in corso è possibile consultare:
Ministero della Salute
portale Viaggiare Sicuri
CDC (Stati Uniti)
ECDC (Europa)
mappe interattive sugli outbreak di Chikungunya
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