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Accampamenti
14 Gennaio 2026 - 10:30
Immagine di repertorio
La situazione nell’area di Cenisia compresa tra corso Racconigi, via Vigone e via Frassineto è diventata oggetto di confronto politico in Consiglio comunale. Il consigliere di Fratelli d’Italia Ferrante De Benedictis ha segnalato il progressivo ampliamento di insediamenti rom nella zona, riferendo che un nucleo già presente in via Azzi si sarebbe spostato a fine ottobre, andando a occupare marciapiedi, penisole stradali e spazi considerati rilevanti per la sicurezza della viabilità.
Secondo De Benedictis, l’area presenta criticità legate a degrado igienico, minori senza supervisione, utilizzo dei marciapiedi come servizi impropri e sosta irregolare di veicoli in prossimità di un punto sensibile per la circolazione. Nella sua ricostruzione, sarebbero presenti “almeno una Multipla, due camper, due camion e tre furgoni”, circostanza che – a suo giudizio – avrebbe trasformato la zona in una “zona campeggio abusiva”.
A queste accuse ha replicato l’assessore comunale alle Politiche sociali, Jacopo Rosatelli, richiamando i dati dell’Ufficio per l’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti: in città risultano 167 minori seguiti, appartenenti a 82 nuclei familiari. L’assessore ha inoltre riferito che i nuclei presenti nelle aree segnalate sono sottoposti a monitoraggi costanti e che, in presenza di problematiche di ordine pubblico, viene coinvolto il Nucleo Risi della Polizia Locale. In caso di rischi per i minori, vengono attivate segnalazioni all’Autorità giudiziaria e relative misure di tutela.
Rosatelli ha infine ricordato l’adesione della Città al Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027, con un progetto rivolto a 75 minori Rom, Sinti e Caminanti che ha coinvolto quattro istituti comprensivi e un’agenzia formativa nelle Circoscrizioni 2, 5 e 6, con l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica. De Benedictis, pur riconoscendo l’impianto dell’intervento, sostiene che tali azioni non rispondano in tempi brevi alle richieste di decoro, sicurezza e vivibilità.
Nel dibattito è stata evidenziata anche una criticità operativa: alcuni nuclei, dopo l’avvio della presa in carico, tenderebbero a spostarsi in altre città, rendendo più difficile la continuità dei percorsi sociali. L’opposizione interpreta questo elemento come un limite di un modello centrato soprattutto sull’intervento sociale, mentre residenti della zona continuano a segnalare insicurezza, degrado e carenza di controlli percepiti come efficaci.
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