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L'INTERVISTA

Pet therapy in Piemonte? Ora c'è la super pedagogista amica degli animali

La storia di Antonia Tarantini, fondatrice dell'Associazione Aslan e nuova rappresentane degli enti sul territorio

Pet therapy in Piemonte? Ora c'è la super pedagogista amica degli animali

Il profondo legame tra uomo e cane è cosa nota. Definito spesso come “il miglior amico”, la sua compagnia non fa bene solo al cuore ma anche all’anima. E c’è chi questo amore lo ha trasformato nel proprio lavoro, come Antonia Tarantini, fondatrice dell’associazione Aslan e nominata rappresentante degli enti nella commissione neonata Regione Piemonte dedicata all’IAA (Interventi Assistiti con Animali).

Cosa significa nel concreto questa commissione?
«È un traguardo importantissimo, che sottolinea una sensibilità e un’apertura all’inclusione della Regione Piemonte. È sicuramente anche un’occasione di dare voce, confrontarsi e crescere per chi opera nel settore degli interventi con animali. Le attività di pet therapy non possono essere improvvisate. La Commissione permetterà di garantire il rispetto delle linee guida europee ma anche degli standard utili sia all’operatore che all’assistito».

Si aspettava la nomina?
«Mi sono candidata al bando, ma quando è arrivata la notizia è stato l’avverarsi di un sogno. A livello personale sono felice venga riconosciuta la mia esperienza pluriennale sia in ambito sanitario che della formazione. Spero di poter rappresentare al meglio ed essere un punto di riferimento per tutti gli enti del territorio. La mia figura servirà proprio per tutelare i professionisti».

Cosa sognava da bambina?
«Da sempre sono innamorata dei cani. Durante gli studi sono riuscita a unire la mia passione con il lavoro: dopo la magistrale in pedagogia e un master in pet therapy, nel 2015 ho fondato l’Associazione Aslan».

Di cosa vi occupate?
«Siamo un gruppo di 25 professionisti, che mettono il cane al centro e portano “in giro” il loro amore e la loro felicità. Abbiamo tantissimi progetti sul territorio, all’ospedale di Rivoli ma anche Candiolo e Orbassano, dove portiamo i cani da terapia nelle corsie. Non solo benessere - sia uomo che animale - ma anche formazione non solo degli operatori: Aslan arriva anche nelle scuole».

Chi è Aslan?
«È stato il mio primo Golden Retriever, un cucciolo fantastico con cui pensavo di avviare questo progetto. Purtroppo, però, Aslan è mancato a soli nove mesi per un arresto cardiaco. A lui ho dunque dedicato il nome dell’Associazione, lavorando con Noah - anche lui un Golden - che è diventato davvero l’anima del progetto. Tutti lo conoscevano e amavano. Dopo dieci anni di servizio, proprio un anno fa - il 6 febbraio 2025 - ha attraversato il ponte».

C’è un erede?
«Sì, ora sto lavorando con Marley, un cucciolo davvero esuberante. Probabilmente il suo percorso di formazione sarà un po’ più lungo del previsto, ma non vedo l’ora».

A cosa serve la pet therapy?
«Questi interventi sono finalizzati a migliorare la salute e il benessere delle persone grazie al coinvolgimento degli animali domestici. Ci sono tantissimi studi scientifici che dimostrano quanto possa fare bene l’interazione con un animale. A seconda dell’ambito di intervento possono avere valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa. La pet therapy è rivolta prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, dipendenti da qualunque causa, ma possono essere indirizzati anche a individui sani. Il cane, in questo caso -addestrato e formato appositamente per essere un animale da terapia e affiancato da un equipe di professionisti - diventa un mediatore. La sua sola presenza riesce a strappare un sorriso. È un essere vivente che con la sua unicità arricchisce quotidianamente la nostra vita».

C’è già qualche progetto che bolle in pentola?
«Tantissimi. Siamo in attesa della prima convocazione in Commissione. Ma proprio nei prossimi giorni, il 19 febbraio, all’ospedale di Rivoli ci sarà l’inaugurazione del progetto Ri-Animali, che per il secondo anno migliorerà la vita di chi si trova ad affrontare una dura sfida nel reparto di Terapia Intensiva. Anche in quest’occasione non manca il sostegno della Regione, con la presenza dell’assessore Maurizio Marrone. Sarà un meraviglioso percorso a sei zampe».

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