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Il caso

Guerra alla "mala movida": ogni weekend 12 multe

I numeri della locale: 617 sanzioni per 1300 controlli

A Torino è la (mala) movida a disegnare le nuove classi social

Assembramenti che possono assumere tratti molesti. Con musica, brusii di chiacchierate e festeggiamenti fino a notte fonda. E che si snodano in città tra il Quadrilatero, piazza Santa Giulia, "le Panche", al di là della Dora, in Vanchiglia.

Nel 2025 la Polizia locale di Torino ha intensificato i controlli nelle aree della movida, elevando 617 sanzioni su 1.291 verifiche serali e notturne effettuate in bar e birrerie cittadine. Circa 12 ogni fine settimana, il momento in cui notoriamente, lontano da lavoro o esami, ci si "rilassa".

I dati sono stati forniti dall’assessore comunale al Commercio Paolo Chiavarino, in risposta a un’interpellanza del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Ferrante De Benedictis, nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, questo pomeriggio.

Le violazioni più frequenti riguardano la vendita di alcolici e birra in vetro per asporto nelle fasce orarie vietate, la musica ad alto volume, gli schiamazzi notturni, il mancato rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e i rumori molesti.

Particolare attenzione è stata rivolta ai controlli fonometrici. Nei mesi di giugno e luglio 2025, la polizia municipale è intervenuta quattro volte in due locali del Quadrilatero Romano, dove le rilevazioni hanno evidenziato il superamento dei limiti acustici consentiti. In entrambi i casi sono scattate le sanzioni.

Nel corso dell’anno, inoltre, durante i controlli sui dehors, è stata revocata una concessione di occupazione del suolo pubblico a un’attività commerciale, a seguito di ripetute irregolarità riscontrate dagli agenti.

Un bilancio che fotografa una movida vivace ma spesso problematica. "Bisogna trovare una sintesi tra il diritto dei giovani di potersi divertire e il riposo del cittadino", replica De Benedictis. "Dalle sue risposte - sottolinea il direzione dell'assessore - il problema sembra essere "governato", ma non è così. Serve controllo costante da una parte e regole "snelle", in grado di essere comprese e rispettate. La mappatura è importante".

In tal senso una "mano" può farla il nuovo Piano regolatore cittadino, la cui approvazione in Consiglio comunale è in dirittura d'arrivo. "Si potrebbe per esempio stabilire che se in una zona ci sono già 20 esercizi commerciali che vendono alcolici si eviti il "ventunesimo", richiama infine il consigliere.

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