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SANITà
14 Febbraio 2026 - 12:35
Per la prima volta al mondo, un giovane nato con organi interni disposti "a specchio" è stato salvato grazie a un trapianto combinato di cuore e fegato in blocco. L'intervento, durato 17 ore, è stato eseguito all'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, su un paziente di 32 anni originario della Campania. Una sfida anatomica unica, vinta da un'équipe multidisciplinare che ha ridefinito i confini della chirurgia trapiantologica.
Il paziente soffre fin dalla nascita di situs viscerum inversus, una malformazione congenita rarissima in cui cuore, fegato e altri organi interni sono posizionati in modo speculare rispetto alla norma. Durante l'infanzia e l'adolescenza, una grave cardiopatia congenita aveva necessitated tre interventi a cuore aperto, che gli avevano permesso di arrivare all'età adulta. Ma il prezzo era alto: gli interventi avevano causato un progressivo danno epatico, evolvendo in cirrosi. Nell'ultimo anno, la situazione è precipitata con la diagnosi di un carcinoma epatico. Terapie locali hanno contenuto temporaneamente la malattia, ma un nuovo nodulo ha reso urgente un trapianto combinato di cuore e fegato, l'unica via per la sopravvivenza.
L'anatomia invertita del ricevente, però, complicava tutto: impiantare organi donati – con disposizione "normale" – sembrava impossibile.
I medici campani hanno trasferito il caso a Torino, affidandolo a un team d'eccellenza: il cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone e il cardiologo Giuseppe Annoni del Regina Margherita, insieme agli specialisti delle Molinette – epatologa Silvia Martini, cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Massimo Boffini, e il chirurgo epatico Renato Romagnoli, Coordinatore Regionale Trapianti. Hanno ideato un piano rivoluzionario: inserire il paziente in lista d'attesa per un trapianto "cuore-fegato in blocco", mai tentato prima in un caso di situs inversus.
La svolta è arrivata una sera, grazie al Coordinamento Donazione e Prelievi del Piemonte (diretto da Anna Guermani), che ha segnalato un donatore compatibile al Centro Regionale Trapianti (Federico Genzano) e al Centro Nazionale (Giuseppe Feltrin). Si è attivata una "macchina organizzativa" con decine di operatori.
Mentre il paziente veniva preparato nella sala di Cardiochirurgia delle Molinette, un'équipe con Giacomo Maraschioni e Damiano Patrono prelevava il blocco cuore-fegato dal donatore, in costante contatto con Torino. Al arrivo del preziosissimo organo, sotto la guida di Mauro Rinaldi, Carlo Pace Napoleone – con Massimo Boffini, Antonino Loforte, Erika Simonato e Matteo Marro – ha impiantato il cuore, mantenuto in continuità col fegato. In parallelo, Renato Romagnoli, Elena Mazza e Paolo Ossola hanno posizionato il fegato nell'addome del paziente.
Di queste 17 ore in sala, oltre 12 sono state di chirurgia pura. L'anatomia anomala ha richiesto "creatività": nuove connessioni vascolari con segmenti del donatore e soluzioni innovative. Alla fine, il blocco ha ripreso a funzionare, con il sangue che scorre fisiologicamente.
Il post-operatorio è stato arduo, come prevedibile, ma gestito con maestria dalla Cardio-Rianimazione (Anna Trompeo), infettivologi (Francesco Giuseppe De Rosa), nefrologi (Luigi Biancone) e chirurghi vascolari (Aldo Verri). Oggi il paziente è in semintensiva chirurgica al Centro Trapianto Fegato, con riabilitazione in corso positiva.
«Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze della nostra Città della Salute e della Scienza a livello europeo e mondiale e del valore dei nostri operatori. I nostri professionisti sanitari hanno reso possibile ciò che non lo sembrava essere più in una situazione disperata. Un modello che verrà esportato nel nuovo Parco della Salute, della Ricerca e dell'Innovazione. Un doveroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia, che hanno reso possibile questo miracoloso trapianto combinato» commenta Livio Tranchida (Direttore generale della CDSS).
«Una volta di più il Sistema Trapianti della Regione Piemonte si conferma ai vertici italiani ed europei con un trapianto di cuore - fegato di eccezionale difficoltà tecnico-organizzativa. La bravura dei nostri professionisti ha reso possibile questo intervento che apre una nuova frontiera nei trapianti combinati. Ennesima conferma di quanto CDSS meriti il ruolo di IRCCS Trapianti» dichiara Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte).
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