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Canile oltre capienza

Canile rifugio di Torino al 147%: sovraffollamento e calo dei cani "più adottabili"

Una parte degli animali è collocata “in pensione” presso altre strutture o associazioni per conto del canile cittadino: 27 cani e 10 gatti

Canile rifugio di Torino al 147%

Immagine di repertorio

Il canile rifugio di Torino in strada Cuorgné 139 registra una presenza superiore alla capienza: 147 cani su 100 posti, pari a quasi +50% rispetto ai posti disponibili. Una parte degli animali è collocata “in pensione” presso altre strutture o associazioni per conto del canile cittadino: 27 cani e 10 gatti risultano ospitati, tra gli altri, in canili convenzionati e realtà come ENPA o rifugi del territorio. Nel comparto felino, nel canile rifugio sono presenti 81 gatti su 90 posti. Nel canile sanitario, invece, risultano 16 animali tra cani e gatti su 20 posti.

Secondo la dirigente del servizio tutela animali del Comune, Elena Guttaiano, la pressione sulle strutture dipende soprattutto dal profilo degli animali che arrivano: aumentano i casi provenienti da contesti che rendono più difficile il reinserimento. I dati sugli ingressi dei cani mostrano una riduzione negli ultimi anni: 349 nel 2022, 216 nel 2025. Nello stesso periodo, le adozioni risultano in crescita: dalle 124 e 128 del 2023 e 2024 alle 163 del 2025. Nonostante ciò, diminuisce la quota di cani considerati con “indice di adottabilità alto”, cioè più facilmente affidabili: dal 22% del 2024 all’11% del 2025.

Per l’indice “molto basso” e “basso” viene indicata una sostanziale stabilità, mentre aumenta la fascia “media” dal 29% al 37%. In questa categoria rientrano cani che richiedono esperienza nella gestione, soggetti timidi, alcune tipologie di incroci o molossi e animali che non possono convivere con altri cani o gatti.

Per i gatti il trend è diverso: gli ingressi aumentano dal 304 del 2022 al 473 del 2024, con una lieve flessione nel 2025 (426). Il Comune interpreta questo dato anche come effetto di un maggior ricorso alla sterilizzazione e all’inserimento nel circuito delle adozioni.

Un punto critico resta l’arrivo di cani senza microchip, nonostante l’obbligo previsto da anni. L’assenza di identificazione rende più difficile la restituzione e complica la tracciabilità. Il Comune richiama inoltre all’uso di canali regolari per l’acquisizione degli animali, segnalando che scambi fuori circuito possono alimentare situazioni non controllate e aumentare il rischio di abbandono o rientro in canile. Proseguono intanto le attività di prevenzione e informazione, con progetti nelle scuole, incontri sull’adozione consapevole, comunicazione sui social e campagne dedicate.

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