In questi giorni a Mirafiori c'è aria di grandi occasioni. All'esterno, il cantiere per il rifacimento della facciata della storica palazzina degli Enti Centrali, di cui vi abbiamo parlato qui , dentro la preparazione dell'evento di martedì prossimo, quando verrà presentata la nuova Fiat 500 ibrida: un varo con il top management di Stellantis, le istituzioni locali e rappresentanti del governo attesi a Porta 1. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: rilanciare la produzione oltre la soglia delle 100-150mila vetture l’anno. Ma la ripartenza porta con sé anche domande scomode: è l’inizio di una nuova stagione o un cantiere aperto in equilibrio precario? Si parte con le assunzioni, finalmente. Ma attenzione: saranno tutti (o quasi) interinali.
Powered by
La scelta delle quattro agenzie Dopo l’annuncio del ceo
Antonio Filosa,
Stellantis ha avviato la fase operativa per rinforzare gli organici: la selezione di 400 operai è stata affidata a quattro grandi
agenzie per il lavoro —
Gi Group,
Adecco,
Manpower e
Randstad. I colloqui sono già in corso fuori dai capannoni, mentre la produzione entrerà nel vivo da febbraio su due turni. Non accadeva da tre decenni di vedere tanti ingressi ai cancelli di
Mirafiori: negli anni Novanta furono mille i giovani assunti, molti dei quali oggi prossimi alla pensione. C’è una “buona notizia” letta con gli occhi dei sindacati: si procede con gli inserimenti promessi. Ma come vi avevamo anticipato a suo tempo la formula scelta sarà in prevalenza la
somministrazione, con
contratti a tempo determinato gestiti direttamente dalle agenzie. Una flessibilità che si sposa con la prudenza d’impresa dopo anni complessi, ma che per molti lavoratori significa incertezza.
La fabbrica che cambia pelle Il perimetro produttivo si ridisegna attorno a più pilastri: oltre alla nuova
500 ibrida, resta la 500 elettrica; lavorano gli impianti eDCT (cambi per l’ibrido); cresce
Sustainera, l’hub dell’economia circolare. In parallelo, gli enti centrali di
Mirafiori cambiano look con il “
GrEEn Campus” e si preparano a nuovi ingressi “colletti bianchi”: non numeri da assunzione in blocco, ma tra 50 e 80 persone, a valle del pacchetto dei 100 ingegneri annunciato un anno fa. La stagione delle uscite volontarie incentivate ha sfoltito gli organici; ora si prova a “plasmare la
fabbrica” sulle nuove esigenze, mentre nei corridoi — si mormora — tornano diversi ex “Marchionne boys” come lo stesso Filosa (che però manterrà il suo ufficio negli USA). nelle sale dei bottoni, segnale di una governance che cerca continuità operativa.
Tra speranza e precariato Si può parlare di ripartenza se il motore è alimentato da contratti a termine? La metafora automobilistica aiuta: la
somministrazione è come una marcia corta, utile per la ripresa, meno per i rettilinei lunghi. Da un lato, permette di calibrare gli organici ai volumi, in un’epoca in cui la domanda sull’elettrico è ancora altalenante e la transizione energetica procede a strappi e
la stessa Stellantis, d'altra parte, non ha ancora delineato il suo nuovo piano industriale; dall’altro, limita il radicamento delle competenze e la fiducia delle famiglie che guardano a mutui e progetti di vita. È il compromesso del momento: pragmatico per l’azienda, interlocutorio per chi entra.
Il contesto piemontese: dossier aperti Nel frattempo, in Consiglio regionale ieri — 19 novembre 2025 — hanno tenuto banco i dossier che pesano sul futuro ind
ustriale del
Piemonte: le vendite di
Iveco a
Tata Motors e di
Italdesign al gruppo
UST, entrambe di matrice indiana. La consigliera
Laura Pompeo (PD) ha chiesto “quali azioni concrete di politica attiva del lavoro la Regione intenda attuare per salvaguardare i posti di lavoro e le competenze dei dipendenti
Italdesign, garantendo, in tal modo, la continuità produttiva dell’azienda in
Piemonte”. E ha ricordato un dato che brucia: la fase di stallo ha già spinto circa 40 ingegneri a lasciare l’azienda. Dal banco della Giunta, l’assessore
Gianluca Vignale — leggendo una nota della collega
Elena Chiorino — ha assicurato che “la situazione di
Italdesign è seguita con la massima attenzione, perché difendere lavoro e competenze in
Piemonte è da sempre una nostra priorità. Abbiamo già pronte azioni mirate di politica attiva del lavoro e strumenti di accompagnamento per tutelare i posti di lavoro e il grande patrimonio professionale dei dipendenti. La Regione continuerà a vigilare e ad agire per salvaguardare l’occupazione e
il futuro industriale del Piemonte”.